Allarme Itea, alloggi sfitti in aumento: in cinque anni sono raddoppiati
Erano 1.132 nel 2023, solo 519 nel 2018. Cia: «È un paradosso, i finanziamenti sono aumentati». Il presidente Anzelini ricorda il mega appalto della Provincia: meno lavori in attesa della gara, che non c’è mai stata
TRENTO. Nel 2023 erano 1.132 gli alloggi sfitti di Itea, non disponibili per l'utenza in quanto in attesa di interventi o in fase di ristrutturazione. Il numero è andato aumentando nel tempo: 1.036 nel 2022, 980 nel 2021, 615 nel 2019 e 519 nel 2018.
Significa che in 5 anni il numero degli immobili "vuoti" è raddoppiato. Servono soldi per ristrutturare e non sempre il denaro è disponibile per i lavori. E poi occorrono appalti per l'affidamento delle opere. Sono tanti i fattori che entrano in gioco quando si affronta il problema degli alloggi di risulta in capo a Itea e una spiegazione ha cercato di fornirla il presidente Sergio Anzelini, in risposta all'istanza di accesso agli atti formulata dal consigliere provinciale Claudio Cia.
Ricordando i dati forniti dal Servizio politiche della casa della Provincia, Cia evidenzia «un paradosso evidente»: «Nonostante l'incremento considerevole dei finanziamenti, il numero di alloggi sfitti non ha registrato un miglioramento significativo». Negli ultimi due cicli di presidenza Itea ha ricevuto finanziamenti per circa 90,4 milioni di euro: nel periodo 2018-2021 (presidente Salvatore Ghirardini) 32.010.022,38 euro; nel periodo 2021-2023 (presidente Francesca Gerosa) 58.364.436,55 euro. Il presidente di Itea Sergio Anzelini va indietro di qualche anno per spiegare la situazione. «Nel 2018-2019 si è registrata una prima flessione della produzione di alloggi di risulta - spiega - dovuta in particolare a due fattori: la non continuità negli appalti e, sulla base dell'indicazione della Provincia, la pubblicazione di accordi quadro ponte (entro un limite di 1 milione di euro, completamente gestiti da Itea spa) in previsione di ricomprendere le manutenzioni di Itea in un più ampio appalto che sarebbe stato bandito dalla Provincia stessa».
In attesa della maxi gara la situazione ha subìto uno stallo. Per diversi motivi. «Il perfezionamento di questi accordi quadro ponte, di breve durata (18 mesi) - prosegue Anzelini - ha comportato un aggravio sulla struttura organizzativa della società (gare, contratti) e un impoverimento della struttura tecnico/operativa degli operatori che sono risultati aggiudicatari degli appalti». Si è poi tornati agli accordi quadro di portata quadriennale. «Tali fattori - prosegue il presidente Itea - hanno comportato una prima riduzione della produzione arrivando ai circa 350 alloggi all'anno nel biennio 2018-2019». Eppure nel periodo precedente Itea aveva adottato una strategia che era risultata efficace: l'introduzione dell'analisi dello stato di vetustà dei componenti edilizi e della vita utile degli stessi, in modo da intervenire con la ristrutturazione non sull'intero immobile, ma solo sui componenti "a fine vita".
Tornando all'ultimo quinquennio, nel periodo 2020-2022 si è verificata un'ulteriore flessione: la pandemia ha inciso sull'operatività delle ditte, con due gare andate deserte e la difficoltà degli aggiudicatari di rispettare i contratti per zone. Una ripresa si è registrata nel 2022-2023. «Tenuto conto anche del trend degli alloggi che annualmente vengono riconsegnati dagli ex inquilini (mediamente 400), la società è riuscita a recuperare in parte il gap registrato nel 2021 - piega Anzelini - portando la produzione degli alloggi di risulta a 351 unità (+54%) e rimanendo sostanzialmente stabile nel corso del 2023 con la ristrutturazione di 337 alloggi».
Numeri buoni, ma lontani dall'efficienza degli anni 2015-2017 con 500 alloggi ristrutturati all'anno. Itea fa sapere di aver predisposto nuove strategie e piani di finanziamento da destinare a progetti di riallineamento della produzione degli alloggi con gare "booster", per reimmettere a disposizione dell'utenza più alloggi possibili.