Ambiente / Acqua

Riserve d’acqua idriche ai minimi, grande preoccupazione pure in Trentino

I grandi laghi del Nord sono sotto media e le percentuali di riempimento sono perlopiù inferiori a quella del gennaio 2022, che fu preludio ad una straordinaria stagione siccitosa, figlia dell'anno più caldo di sempre in Italia

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BOLOGNA. Si è riunito oggi, giovedì 9 febbraio, per la prima volta nel 2023, l'Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici all'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po (ADBPo) insieme alle regioni e le relative agenzie di monitoraggio e tutti i portatori di interesse dell'area padana coinvolti nella gestione della risorsa.

"Purtroppo, ciò che è emerso dalle singole relazioni presentate dai relatori tecnici intervenuti al meeting - sottolinea ADBPo -, evidenzia una situazione di conclamato deficit idrico in gran parte delle regioni del Nord, Piemonte e Lombardia in testa ma anche in Veneto e Trentino e un gap, meno marcato rispetto allo scorso anno, nell'area emiliano romagnola dove le ultime piogge, corredate da alcune nevicate, hanno contribuito a ricaricare i torrenti appenninici e di conseguenza ad incrementare le portate del grande fiume".

E se una delle principali criticità dello scorso anno fu proprio il perdurante e scarso riempimento dei grandi laghi alpini, "anche quest'anno le avvisaglie monitorate dagli enti regolatori rappresentano già una soglia di risorsa invasata ad oggi estremamente scarsa per rappresentare una “scorta” in grado di rispondere, se non pioverà ancora abbondantemente, alle esigenze dei prossimi mesi in cui prenderà il via la stagione dell'irrigazione. Il livello di invaso dei grandi laghi è generalmente stazionario, solo il Lago Maggiore registra un lieve e costante incremento".

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