Ambiente / L’intervento

Inceneritore, gli ambientalisti non ci stanno: “Senza senso, pronti a tutto per impedirne la realizzazione”

Tredici associazioni prendono posizione contro il progetto presentato dalla giunta provinciale: “Ci sono tante altre alternative”

TONINA Via libera al nuovo impianto per lo smaltimento rifiuti 
CONTRARI "Si crea inquinamento dannoso per ambiente e salute"
COMUNE Anche Ianeselli dice sì: "Ma il territorio riceva compensazioni"
PROVINCIA "Il presidente Fugatti: l'inceneritore, va fatto al più presto"

TRENTO. Mobilitazione. La chiedono gli ambientalisti trentini dopo l’annuncio della giunta di realizzare un nuovo impianto termico provinciale per lo smaltimento dei rifiuti. “La Provincia – si legge in una nota - vuole decidere se procedere alla realizzazione di un inceneritore, un gassificatore o un termovalorizzatore. Attenzione: ciascuna delle tecnologie elencate differisce e non poco sotto il profilo dei costi benefici ed in parte anche sotto il profilo delle ricadute sull’ambiente”.
 

“Nemmeno la localizzazione dell’impianto risulta chiara, siamo quindi di fronte ad un livello così elevato di superficialità nel rilasciare dichiarazioni da lasciarci sconcertati. In una nostra precedente conferenza stampa avevamo dichiarato che se in Trentino si fosse riattivato un rapporto sinergico tra ente pubblico, gestori dei servizi, cittadini e industria, avremmo potuto in poco tempo raggiungere in tutti i bacini l’85% di raccolta differenziata e portare la produzione dei rifiuti ai 360kg per abitante della Valle di Sole. Ciò avrebbe portato il residuo intorno alle 20.000 tonnellate all’anno. Lo confermiamo e siamo disponibili ad un confronto immediato”.


”Apprendiamo invece dalla stampa che il nostro assessore Mario Tonina le 20.000 tonnellate all’anno le ha aggiunte alle 60.000 tonnellate all’anno dichiarate nel V aggiornamento, portando il quantitativo da smaltire a 80.000 tonnellate all’anno. Peccato che è dal 2009 che il residuo è ben al di sotto di tale valore. Un salto indietro di 13 anni? E’ questa l’intenzione della Giunta provinciale?”.

 

Il comunicato va avanti così: “Veniamo al tema inceneritore, gassificatore, termovalorizzatore. Non solo non è stato prodotto uno straccio di studio ma a quanto sembra si brancola nel buio con il risultato di mettere in allarme cittadini, agricoltori, associazioni turistiche. Infatti qualunque sia la tipologia d’impianto scelto si avranno ripercussioni sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.

Inoltre risulta del tutto evitato il tema della stazione di TMB (Trattamento Meccanico Biologico) di Rovereto, decisamente sotto utilizzata, circa 1/4 della sua potenzialità. Se la si utilizzasse per le sue 57.000 tonnellate all’anno si otterrebbe una decisa riduzione sia in peso che di volume dei rifiuti residui da conferire. Da notare che il Trentino, dal rapporto ISPRA 2021 RU, si posiziona all’ultimo posto in Italia come indice quantità autorizzata/trattata, addirittura con una diminuzione del trattato tra il 2019 ed il 2020. Abbiamo gli impianti per ridurre le quantità conferite in discarica e non li utilizziamo?

Vogliamo richiamare l’attenzione a ciò che avviene già in molti comuni d’Italia, alcuni poco lontano dalla provincia di Trento. Raccolta differenziata 90% contro la nostra media di 77%, rifiuto residuo 37kg per abitante contro i nostri 92kg per abitante, rifiuti tessili sanitari raccolti e riciclati mentre in Trentino né raccolti né riciclati e ammontano a ben 16.000 tonnellate all’anno. Ribadiamo che la sfida che siamo chiamati tutti a vincere consiste nel ridurre, riparare, riusare e riciclare”.

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