Sanità / La polemica

Sanità, Fugatti replica ai medici: «non bisogna piangersi addosso, fatto tutto il possibile»

Per il presidente della Provincia il sistema sta tenendo. Il dirigente Ruscitti: «Entro il 2023 vi sarà un incremento del personale sanitario del 5%, attraverso la stabilizzazione di chi ha prestato servizio durante l'emergenza Covid»

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TRENTO. Nella tarda mattinata di oggi, venerdì 2 dicembre, la giunta provinciale si è riunita in conferenza stampa per ribattere alle dichiarazioni sollevate da medici, infermieri e operatori sanitari, in riferimento alla carenza di medici e personale nelle strutture ospedaliere trentine. 

«Questa rappresentazione della sanità trentina fa male al territorio - ha detto Maurizio Fugatti, presidente dalla Provincia - prendiamo atto delle difficoltà che ci sono, che riguardano tutto il Paese, ma come Autonomia abbiamo fatto tutto ciò che si poteva fare in questa legislatura, introducendo la scuola di medicina, innalzando il numero degli studenti di infermieristica e stabilizzando il personale che ha prestato servizio durante la pandemia».

«Questo continuo piangersi addosso non credo faccia bene - ha aggiunto - il sistema sta tenendo e ci sono anche delle eccellenze di cui si parla meno. Il clima che abbiamo trovato negli ospedali periferici visitati negli ultimi giorni è costruttivo».

«Entro il 2023 vi sarà un incremento del personale sanitario del 5%, attraverso la stabilizzazione di chi ha prestato servizio durante l'emergenza Covid» ha specificato il dirigente generale del dipartimento salute della Provincia di Trento, Giancarlo Ruscitti, parlando anche di un piano concordato con il Ministero della salute per lo smaltimento delle liste di attesa e per l'integrativo contrattuale del personale sanitario.

«Dal 2022 vi è la possibilità di assumere specializzandi, abbiamo già avviato relazioni con diverse scuole di specializzazione, tra cui Ferrara, Bologna e Sassari - ha affermato - vi è stato un investimento importante sulla formazione, che porterà al raddoppio dei posti per i corsi delle professioni sanitarie con spazi adeguati dal 2023».

Per quanto riguarda indennità e vacanza contrattuale, il dirigente Ruscitti ha specificato che si sta ragionando su corresponsione di una tantum, parlando anche di possibili modifiche ai regolamenti provinciali per permettere la mobilità del personale medico.

Infine, il presidente della Provincia Fugatti ha espresso il suo parere sulla situazione che concerne l’ospedale di Cavalese: «saranno i territori interessati a decidere. Se i territori di Cavalese, valle Fassa, valle di Fiemme e valle Cembra riterranno che quel progetto non va bene, si opterà per la ristrutturazione della struttura esistente. Altrimenti si procederà sulla strada del nuovo progetto, valutando eventuali richieste di modica».

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