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Avviato un progetto in favore degli orfani delle vittime di femminicidio in Trentino Alto Adige

L'iniziativa è curata dall'Associazione coordinamento donne di Trento e riguarda dieci figli di donne assassinate (due dei quali ora risiedono fuori regione). La coordinatrice, Elisa Pisetta: previsti vari interventi a favore degli orfani e anche attività per la formazione di insegnanti, educatori, genitori e professionisti

BOLZANO Alexandra uccisa dal convivente lascia un figlio minore

TRENTO. In Trentino Alto Adige è partito un progetto per la presa in carico degli orfani delle vittime di femminicidio e dei loro affidatari. Si chiama "Orphan of Femicide Invisible Victims", ed è portato avanti dall'Associazione coordinamento donne onlus di Trento.

"Da una mappatura di Eures abbiamo contato dieci orfani di femmincidio in Trentino Alto Adige, due dei quali però si sono trasferiti in un'altra regione. Sono tutti minorenni, fatta eccezione per una persona", spiega Elisa Pisetta, coordinatrice del progetto.

Il progetto, che è partito quest'anno ed è finanziato dall'impresa sociale "Con i bambini", ha una durata di quattro anni e coinvolge anche Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

"Dalla prossima settimana partiremo con dei workshop interni per la creazione di policy specifiche per i minori. Stiamo predisponendo anche attività per la formazione di insegnanti, educatori, genitori e professionisti che operano nel settore, e percorsi nelle scuole che inizieranno nei prossimi mesi", aggiunge Pisetta. L'obiettivo è avere delle linee guida di intervento specifiche per i casi di femminicidio.

"Sono previste anche delle 'doti educative' - dice la coordinatrice del progetto - che vengono stanziate per le esigenze dell'orfano, come un percorso psicologico, un intervento educativo o i soldi necessari a comprare il materiale scolastico". Si prevede la presa in carico dell'orfano fino ai 21 anni.

"Nella fase iniziale ci sarà una valutazione dei bisogni in collaborazione con le docenti dell'Università Vanvitelli di Napoli. Con la collaborazione delle nostre psicologhe ed avvocate, poi, garantiremo anche una presa in carico costante", conclude Pisetta.

Dieci giorni fa l'ultima tragedia, a Bolzano: Alexandra Elena Mocanu, barista romena di 35, uccisa dal convivente nel suo appartamento in città. La donna lascia un figlio minore.

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