Sanità / L'inchiesta

Tamponi facili per il green pass in Trentino, la procura chiede il processo per 92 persone

L'infermiere, titolare di due centri prelievi, la moglie e tre collaboratori accusati di corruzione e falso. Compariranno davanti al giudice anche gli 87 clienti indagati dai carabinieri

IL SISTEMA Ecco la ricostruzione secondo le accuse
IL CASO Green pass facili, clienti anche da fuori provincia

L'ACCUSA Denunciato a Pergine un infermiere

TRENTO. Compariranno davanti al giudice nel maggio prossimo l'infermiere Gabrielle Macinati, la moglie Debora Angeli, i tre suoi collaboratori e gli 87 clienti indagati dai carabinieri.

L'inchiesta sui tamponi falsi, che nel gennaio scorso portò alla chiusura dei due centri aperti dall'infermiere a Pergine e a Trento, è arrivata alla svolta: il gip Gianmarco Giua ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero Davide Ognibene e ha fissato l'udienza preliminare.

Macinati e i suoi collaboratori dovranno rispondere delle accuse di associazione a delinquere, corruzione e falso. Gli 87 clienti sono imputati per corruzione.

Tra di loro c'è chi era disposto a pagare fino a 250 euro per modificare l'esito dei test.

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