Provincia / L'iniziativa

Sicurezza dei boscaioli, inaugurata l'area di addestramento permanente in val di Sella

Il centro predisposto in Valsugana dall’Agenzia provinciale delle foreste demaniali riproduce le condizioni difficili e rischiose di lavoro che si incontrano fra gli schianti nel post tempesta Vaia. L'obiettivo è proseguire in uno spazio ad hoc quanto fatto sul terreno negli ultimi quattro anni in termini di formazione per operai forestali (finora già oltre 800 i partecipanti) per prevenire gli infortuni (che dal 2019 a oggi hanno provocato anche otto morti)

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BORGO VALSUGANA. La sicurezza per chi lavora nei boschi è una questione essenziale. Purtroppo non sono pochi gli incidenti sul lavoro per i boscaioli, anche in Trentino.
Negli ultimi quattro anni, segnati dagli intensi e complessi interventi boschivi del post tempesta Vaia, se ne contano quaranta di gravi, otto dei quali mortali.

Per favorire la prevenzione degli infortuni e il lavoro in consizioni di sicurezza, l’Agenzia provinciale delle foreste demaniali (Aprofod) ha predisposto un nuovo centro di addestramento per boscaioli.

Si tratta di un’area attrezzata permanente, presentata oggi alla stampa, che si trova negli spazi del Centro vivaistico forestale San Giorgio, in Val di Sella, sopra Borgo Valsugana.

L'area riproduce le tensioni anomale che si sviluppano nei tronchi a seguito dello sradicamento o della rottura.

Più sicurezza in bosco: in val di Sella un “simulatore” dei tagli delle piante schiantate da Vaia

Prevenire gli incidenti durante le fasi di taglio ed esbosco delle piante schiantate e ridurre così i rischi per gli operatori forestali. Con questo obiettivo, negli spazi del Centro vivaistico forestale San Giorgio, in Val di Sella, l’Agenzia provinciale delle foreste demaniali (Aprofod) ha predisposto un’area attrezzata permanente che riproduce le tensioni anomale che si sviluppano nei tronchi a seguito dello sradicamento o della rottura.

In occasione della presentazione del centro, avvenuta alla presenza del presidente della Preovincia Maurizio Fugatti e di altri membri della giunta, si è ricordato che dopo la tempesta che nell'ottobre 2018 devastò molte foreste, sono stati ben 831 gli operatori passati attraverso i corsi di formazione sul campo. Ora il nuovo centro sostituirà l'addestramernto in foresta, perché quasi tutti gli schianti di Vaia sono stati ormai recuperati e serviva dunque un'area ad hoc che riproducesse condizioni di lavoro anche estreme.

Obiettivo, dunque, come ricorda la Provincia in una noita, "è prevenire gli incidenti durante le fasi di taglio ed esbosco delle piante schiantate e ridurre così i rischi per gli operatori forestali.

Oggi è stato anche presentato il report finale sullo stato di attuazione del Piano d’azione per la gestione degli interventi di esbosco e ricostruzione dei boschi danneggiati da Vaia.

“Nella gestione di una situazione tanto complessa e delicata, il Sistema trentino ha dimostrato ancora una volta competenza, coesione e capacità di programmazione. La Protezione civile del Trentino, con le sue diverse realtà ha saputo affrontare una sfida inedita, compiendo le giuste scelte per guardare alla ricostruzione del territorio. Oggi forniamo un resoconto rispetto a quanto è stato fatto e confermiamo l’impegno di Aprofod nella formazione degli operatori”, ha spiegato  Fugatti.

L’assessora alle foreste, Giulia Zanotelli, ha ricordato i difficili momenti della tempesta che ha avuto un bilancio di due vittime strappate alle loro famiglie e poi del recupero degli schianti e della ricostruzione, che è stata quasi completata. “Il nuovo centro di addestramento, che segue le iniziative formative sul campo promosse in questi anni in favore dei boscaioli, nasce con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza dei pericoli e favorire la gestione di contesti complessi. Lavorare in sicurezza è fondamentale e l’amministrazione continuerà a impegnarsi in questo senso”, ha aggiunto.

Vaia fu un evento di particolare ampiezza e gravità: interessò una superficie complessiva di 20mila ettari, per un totale di oltre 4 milioni di metri cubi di legname: circa l’80% del volume schiantato (pari al 95% del volume potenzialmente utilizzabile) è stato venduto ed effettivamente utilizzato, coinvolgendo nei cantieri forestali 1.091 ditte trentine e 430 extra provinciali. Dalla tempesta ad oggi, i Servizi forestali hanno realizzato interventi di ripristino, adeguamento e nuova realizzazione di infrastrutture forestali per circa 22 milioni di euro, pari a quasi 2.500 chilometri di strade forestali e circa 90 piazzali forestali; sono stati erogati circa 2,9 milioni di euro alle imprese per l’esbosco, mentre gli incentivi per l’allestimento del legname sfiorano 1,3 milioni di euro e gli incentivi - nell’ambito del Piano di sviluppo rurale - ammontano a 3,8 milioni di euro.

Infine, i vivai del Trentino hanno prodotto 890mila piantine, ed altre 480mila saranno disponibili nel 2023.

"La nuova sfida - sottolinea la Provincia - è ora rappresentata dal bostrico, che minaccia le nostre foreste: per il monitoraggio fitosanitario sono stati installate 229 trappole su tutto il territorio provinciale, mentre sono state messe in campo le azioni di contenimento, nell’ambito di un apposito Piano, approvato dalla Giunta provinciale. 

Il lavoro di taglio degli alberi cambia notevolmente nelle modalità esecutive e negli aspetti della sicurezza a seconda dei contesti in cui ci si trova ad operare. La situazione che si viene a creare nei boschi colpiti dagli effetti di una tempesta è senza dubbio la più complessa e pericolosa.
Il massimo livello di sicurezza ed operatività - spiega l'Agenzia provinciale - può essere raggiunto intervenendo con le moderne macchine forestali specialistiche, ma questo non sempre è possibile, specialmente nei territori impervi e nelle prime fasi di intervento per chi è chiamato ad occuparsi di protezione civile e percorribilità stradale.

"Essendosi occupata direttamente sia dei lavori di utilizzazione boschiva, sia delle attività formative collegate al delicato contesto post-Vaia, Aprofod - spiega il comunicato - ha ritenuto importante creare un’area di addestramento permanente dedicata alla formazione ed aggiornamento degli operatori forestali chiamati ad effettuare il taglio delle piante schiantate. Si tratta di una struttura che replica le condizioni che gli addetti incontrano nel taglio degli alberi schiantati quando ci si trova ad operare nella situazione a maggior rischio, ovvero con la sola possibilità di lavorare con la motosega.

All’interno dell’area del Centro vivaistico-forestale di San Giorgio, sono presenti quattro strutture metalliche appositamente concepite, che riproducono in maniera distinta le più significative situazioni nelle quali si trovano alberi e tronchi in bosco a seguito di una tempesta. In questo modo, si mettono in evidenza differenti condizioni, affinché gli operai possano inquadrarle nei loro particolari, valutando le scelte di maggiore garanzia, per l’esecuzione dei lavori di taglio alberi con i più elevati standard di sicurezza possibili.

In questo modo, la disponibilità di personale istruttore già consolidata in più di 30 anni di attività a favore degli operatori forestali delle imprese boschive, delle maestranze dei Servizi forestali provinciali e degli altri Servizi operativi provinciali (ad esempio Servizio Antincendi e Protezione civile e Servizio Gestione strade), è stata potenziata dalla disponibilità di un nuovo strumento formativo capace di accrescerne l’operatività e l’efficacia. Un’opportunità che arricchisce la proposta di corsi che si andranno ad aggiungere alle tipologie già presenti nel catalogo annuale di Aprofod.

All’appuntamento formativo odierno in val di Sella erano presenti - tra gli altri - l’assessore provinciale Stefania Segnana, il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, il presidente della Comunità Valsugana Tesino Enrico Galvan e il sindaco di Castelnuovo Claudio Ceppinati, oltre al dirigente generale del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna Raffaele De Col, al dirigente dell’Agenzia provinciale delle foreste demaniali, Maurizio Zanin e al direttore dell’Ufficio amministrazione e lavori forestali, Caterina Gagliano.

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