Sanità / L’attacco

Il Pd accusa: “Sanità trentina, in 4 anni passati dal primo al quinto posto in Italia e boom del privato”

Tempi di attesa sempre più lunghi per le chiamate al numero unico di emergenza 112 e la successiva gestione al 118, medici in fuga dalla sanità pubblica

TRENTO. Una sanità sempre meno efficiente, sempre più votata al privato e spesso incapace di rispondere nei tempi adeguati ai bisogni dei cittadini. È quanto denunciano i consiglieri provinciali del Pd, che nel corso di una conferenza stampa hanno illustrato i numeri che confermerebbero lo stato di salute tutt'altro che positivo del sistema sanitario trentino. I dem, inoltre, accusano di scarsa trasparenza il governo provinciale: il consigliere Luca Zeni si è dovuto rivolgere due volte al Tar per ottenere i dati richiesti, compresi quelli sulle liste di attesa.

"Un mero disguido", si è giustificata l'amministrazione di piazza Dante dopo l'intervento della giustizia amministrativa. Secondo il Pd, lo scarso appeal della sanità trentina è dimostrato dal report di Crea Sanità: dal 2018 ad oggi, le performance trentine sono andate via via peggiorando, passando dal primo posto sino al quinto del 2022, superati - secondo lo studio citato dal Pd - da Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lombardia.

Per i consiglieri dem c'è inoltre un evidente ricorso alla sanità privata, come dimostra il bilancio provinciale: "59,6 milioni di euro per le convenzioni con le strutture ospedaliere private nel 2018, 72 milioni nel 2022, con un aumento di oltre il 20%. La giunta provinciale giustifica queste scelte sostenendo che così si è migliorata l'offerta ai cittadini. Ma lo afferma - dicono gli esponenti Pd - rimanendo reticente sui dati che possono confermare tale tesi". 

Altri due indicatori negativi per la sanità trentina - evidenzia il Pd - sono i tempi di attesa per le chiamate al numero unico di emergenza 112 e la successiva gestione al 118: "Questo allungamento dei tempi è dovuto al fatto che vengono utilizzati in maggior numero rispetto al passato operatori laici al 112?", chiedono i consiglieri del Pd.

C'è poi il tema delle dimissioni dei medici dalla sanità pubblica: da una media annuale tra le 26 e le 43 dimissioni, si è arrivati a 30 in meno di sei mesi nel 2022, con una proiezione di 60 in un anno. "Si evidenziano due fenomeni preoccupanti - rileva il Pd - dimissioni di medici dipendenti per operare nel privato convenzionato in Trentino, e dimissioni per proseguire poi l'attività in libera professione, " a gettone", in seguito a politiche organizzative che incentivano questo tipo di rapporto rispetto a quello dipendente".

C'è infine il problema dei tempi di attesa per le visite specialistiche, per il Pd - dati alla mano - spesso non rispettati: secondo i dem, per rispondere all'emergenza serve estendere il rimborso ai cittadini per visite specialistiche previsto per le strutture private anche alle visite in libera professione dei medici dipendenti dell'Azienda sanitaria; aprire subito un tavolo permanente di confronto con tutti gli stakeholder della sanità; commissariare la sanità trentina.

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