Autobrennero / L’intervista

Novità in A22, Costa annuncia ticket più favorevoli per chi sceglie le ore meno trafficate

Il direttore generale: “Una altissima percentuale di automobilisti entra in autostrada intorno alle otto di mattina. Se lo fanno tutti si spiegano tante cose. Per cui, da un lato insistiamo nel chiedere di mettersi in marcia anche alla sera, dall'altro si proverà a indurre questa scelta attraverso tariffe che la favoriscano”

BILANCIO A22, approvato il bilancio
 

TRENTO. Chiuderà il ponte austriaco, tra due anni, e già ci si prepara all'emergenza. In realtà non occorre aspettare tanto. L'altro giorno, in A22, da 90 a 100 minuti per il tratto tra Bolzano e Trento: «Beh, c'era un incidente...». Prima, otto chilometri di coda allo sbocco sull'A1 a Carpi: «Sfido, arrivavano tutti per il concerto di Reggio...». File di tir senza fine verso Vipiteno: «Si è sbloccata solo ora l'Austria...».
Insomma, c'è sempre una ragione. Il problema è che c'è sempre la necessità di averla, una ragione. E dunque l'emergenza è ora. E in tutti i fine settimana da qui alla fine delle vacanze del nord. E anche del sud, tra un po', ad agosto. Ieri lunghe colonne da Affi a Bolzano e anche dal Brennero in giù. Colpa dell'A22? A guardar meglio colpa del mondo che ha deciso di cambiare tutto insieme. I numeri li dà Carlo Costa: «Rispetto al 2019, cioè all'ultimo anno prima della pandemia, abbiamo registrato un 7% di ingressi in più. E solo in questi primi mesi».
Traffico leggero, non solo pesante. Traffico privato. Con massimo due persone per macchina e tutti insieme. Nell'ultima settimana, ancora un quasi 2% in più. Così, d'improvviso. Oddio, non proprio d'improvviso ma la questione non cambia, perché l'autostrada non può allargarsi a soffietto e la fantomatica terza corsia non esiste e non esisterà mai dal Brennero a Bolzano, mentre verso sud, dove esiste già al 99% serve soltanto, per ora, a smaltire il traffico su due corsie quando sono in corso lavori, come spesso accade sui viadotti da Trento in giù. Per cui Carlo Costa, che di A22 è cuore e mente essendone direttore generale, ha in testa una ricetta. Una per lui, l'altra per gli utenti.
Da dove iniziamo direttore?
Da quello che stiamo elaborando: tariffe differenziate.
Che significa cosa?
Abbassare i ticket di ingresso nelle ore meno frequentate. Si prova cioè a toccare il cliente nelle tasche. Gli si dice: guarda che se parti di sera, invece che nelle altre ore, risparmi.
Servirà?
Si spera. Anzi, ci si conta. E la ragione è che altrimenti non se ne esce.
Cioè non esiste altra strada?
Parlando chiaro: se il traffico si distribuisce tutto su sole dieci ore non esiste autostrada al mondo capace di smaltire queste pressioni. Se invece guardiamo alla stessa A22 sulle 24 ore, siamo in grado di garantire flussi regolari e continui.
Cioè, tutti si immettono alla stessa ora?
Fatti due conti, è così. Una altissima percentuale di automobilisti entra in autostrada intorno alle otto di mattina. Se lo fanno tutti si spiegano tante cose. Per cui, da un lato insistiamo nel chiedere di mettersi in marcia anche alla sera, dall'altro si proverà a indurre questa scelta attraverso tariffe che la favoriscano. Riducendo i prezzi di sera e di notte.
Sembra che l'emergenza in questi mesi sia causata più dal traffico privato che da quello pesante, come invece accadeva in passato.
È così. Soprattutto quest'anno c'è la voglia di muoversi da soli e quando si vuole. Sarà la fine della pandemia, il desiderio di libertà, ma è così.
E il trasporto su rotaia?
Quello che arriva da nord sconta grossi limiti infrastrutturali. Speriamo in futuro. Ma poi i Tir restano...Eccome. Abbiamo visto l'altra settimana. C'è un tema, molto importante, di gestione del traffico in Austria. Non è possibile che si decida senza condivisione chiusure e blocchi.
Ma le code ci sono anche molto dopo i blocchi.
Questo va chiarito sul piano tecnico. Se c'è un incidente con feriti e mezzi di soccorso, il rischio è che le conseguenze non terminino mai nell'immediato ma ore dopo. Anche quando l'autostrada è libera. Da qui le code. Per i blocchi lo stesso. A cascata le code proseguono per ore se non per intere giornate. Siamo un corridoio stretto.
Dunque cosa ci salverà?
Gli slot. Che sono, appunto, proposte diversificate a seconda delle ore della giornata in cui ci si immette in autostrada. Si saprà che se entro di sera pagherò meno, di giorno o ancor più di mattina, no.

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