Estate / Corsi

Colonie estive, non si trova personale. Sportivando costretta a limitare i posti: «Mi chiedo dove siano i giovani»

Il presidente Dorigatti traccia un’analisi del problema: dalla legge macchinosa alla poca voglia di mettersi in gioco, cercano 120 animatori ma se ne presentano la metà, mai successo in 27 anni

di Gigi Zoppello

TRENTO. «Pere la prima volta nella nostra storia, in 27 anni di attività, siamo costretti a limitare il numero dei bambini». E’ sconsolato Ivan Dorigatti, presidente dell’Associazione Sportivando, che in Trentino gestisce dieci centri estivi di «colonia diurna» con 1200 soci (che vuol dire oltre 1500 bambini e ragazzi. Il motivo? «Non troviamo personale, i giovani non rispondono più, siamo in crisi».

La sua analisi è competente e lucida: ci sono le nuove norme, c’è la volontà di garantire un livello pedagogico adeguato, c’è la scarsa voglia dei ragazzi di «fare la colonia» come una volta. E il sistema si blocca.

«E’ un problema che poniamo a chi ci governa: dove sono i giovani? Pensavo che Trento, come città universitaria di eccellenza, ci fornisse un buon numero di studenti, che per natura sono i più adatti a dialogare con i bambini che prendiamo in carico. Ma nessuno si presenta. Nel 2019 avevamo fatto 400 colloqui per scegliere circa 120 addetti. Adesso ho 120 domande, ma ovviamente di questi 120 non tutti sono idonei, e non potrò assumerli tutti».

Alla base c’è la legge 322 del 2018, che ha cambiato tutto: «Giustamente oggi per fare l’assistente, occorre avere dei requisiti. Possiamo assumere direttamente chi ha un diploma di liceo socio psico pedagogico, o laureati in pedagogia e magistero. E’ una cosa logica e giusta. Ma poi per chi non ha questi requisiti, noi attiviamo un corso di 60 ore di formazione».

Il problema è che non ce ne sono abbastanza: «La legge ha creato un effetto boomerang: pensata per alzare il livello, ha creato una corsa al personale qualificato. Oggi in Trentino ci stiamo rubando il personale. E i ragazzi senza requisiti rifiutano di fare il corso di 60 ore...»

Cinque giorni fa Sportivando ha deciso che limiterà i posti in colonia: «Abbiamo 1200 soci, per la prima volta dovremo dire di no a qualcuno, ci spiace enormemente».

Per Dorigatti il problema andrebbe affrontato: «Lo staff deve essere conosciuto da noi, perché gli affidiamo i bambini. Ci dev’essere il tempo di conoscere i nostri animatori, capire chi sono e da dove vengono, e se sono adatti. Invece si è creato un meccanismo complesso, che di fatto ci blocca il reclutamento».

Che fare? «Già nel 2018, quando uscì la legge – dice il presidente – scrissi una lettera alla Provincia. Il mio pensiero lo sanno, e quando ne parlo con i colleghi, trovo tanta condivisione. Quello che mi dispiace, è che perdo molto più tempo a parlare di operatori, invece che di bambini. Dovrebbe essere il bambino al centro di ogni progetto, e invece siamo alle prese con la mancanza di personale. Io mi chiedo – dice Dorigatti – dove sono i giovani? Si dice che in Italia non c’è lavoro, ma invece non ci sono i giovani, e questo è il problema».

Che poi, magari i giovani si presentano… «Qualcuno è arrivato, senza requisiti e senza esperienza, e mi ha chiesto 1500 euro al mese. Premesso che noi forniamo anche vitto e alloggio, io dico che 1500 euro al mese li posso dare a un laureato, ad un animatore formato ed autonomo. Ma se arrivi a un colloquio con questa pretesa, hai sbagliato in partenza».

Certo, fare l’animatore in colonia non è facile. «Certo, è impegnativo. Ma è un lavoro all’aperto, in contatto con i bambini ed i ragazzi, con un progetto educativo e pedagogico ben strutturato».

Il 26 maggio partono i corsi per formare gli operatori. Dorigatti lancia l’ultimo appello: «Chi è interessato ed ha voglia di impegnarsi, vada sul sito www.sportivando.it nella sezione “lavora con noi”. Io spero che il Trentino risponda. Altrimenti mi dovrò chiedere di nuovo: dove sono i giovani?»

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