Politica / Attacco

Aggressione all'onorevole Loss, solidarietà dal sindaco Ianeselli e del presidente Piccoli

«È sempre da condannare chi colpisce il pluralismo politico. È sempre da biasimare chi, non tollerando l’espressione delle idee diverse dalla propria, tenta di oscurarle con la prevaricazione»

TRENTO. “Solidarietà all’onorevole Loss e ai militanti leghisti, l’aggressione è un atto grave che colpisce la libertà di fare politica”. Così il sindaco di Trento Franco Ianeselli dopo l’aggressione alla deputata della Lega Martina Loss avvenuta domenica sera 22 maggio mentre sul cavalcavia di San Lorenzo attaccava dei manifesti sul referendum in materia di giustizia del prossimo 12 giugno.

“È sempre da condannare chi colpisce il pluralismo politico. È sempre da biasimare chi, non tollerando l’espressione delle idee diverse dalla propria, tenta di oscurarle con la prevaricazione e agendo in modo violento – continua il sindaco – Per questo esprimo all’onorevole Loss e ai due militanti leghisti la solidarietà mia e di tutta la Giunta. Sono convinto che i responsabili di questa aggressione saranno individuati al più presto dai carabinieri, il cui impegno per la sicurezza e la vivibilità della città è indiscutibile. Da tutte le forze dell’ordine Trento ha sempre avuto la massima attenzione e collaborazione: le ringraziamo dunque per il lavoro d’indagine che, siamo certi, farà chiarezza sugli autori e sulla natura di questo gesto”.

Anche il presidente del Consiglio comunale Paolo Piccoli esprime la propria vicinanza alla deputata Martina Loss e ai due militanti leghisti aggrediti due giorni fa mentre affiggevano alcuni manifesti riguardanti i referendum del prossimo 12 giugno in materia di giustizia. 
Questa la dichiarazione del presidente Piccoli: “A nome di tutto il Consiglio comunale desidero esprimere la totale solidarietà all'onorevole Martina Loss e ai militanti leghisti per l'aggressione subita, doppiamente grave: da un lato per l'episodio inaccettabile in una città come Trento che vuole fare della sicurezza e della pacifica convivenza un modello; dall'altro perché avvenuto nell'ambito dell’esplicazione di una funzione politica che deve essere garantita da qualsiasi atto intimidatorio”. 

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