Viabilità / L'analisi

Valdastico, Fugatti ai sindacati e alle categorie economiche: “Ecco quali sarebbero le ricadute sul Trentino”

L’analisi commissionata ad una società specializzata attraverso Trentino sviluppo: “Ottantamila posti di lavoro e incremento plausibile di arrivi e presenze turistiche da Veneto e Friuli di circa il 20%, per un valore aggiunto di circa 84,5 milioni a favore del comparto dell’ospitalità trentina e dei settori collegati” ​​​

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TRENTO. “Questo studio, commissionato ad una società specializzata attraverso Trentino sviluppo, è stato richiesto dalla Giunta provinciale per cercare di capire cosa potrebbe portare al territorio l’ipotesi di allacciamento A31 Valdastico nord con l’A22. È un documento utile per il dibattito, riguardo ad un investimento che - va ricordato - alla Provincia non costa nulla e sul quale l’Amministrazione provinciale non mette risorse proprie, ma che allo stesso tempo potrebbe avere un ritorno importante sul nostro tessuto economico, sociale e turistico”.

Così il presidente della Provincia Maurizio Fugatti ha introdotto il documento di “Analisi economica e sociale dell’allacciamento A31 Valdastico nord-A22 del Brennero”, realizzata da Trentino sviluppo assieme alla società di consulenza PwC Italia. Lo studio è stato illustrato dal presidente, assieme all’assessore Achille Spinelli, al direttore generale della Provincia Paolo Nicoletti e al direttore di PwC Diego Artuso, agli stakeholder del territorio: categorie economiche, sindacati, Consiglio delle autonomie locali.

Lo studio sulla Valdastico by Red Azione on Scribd

L’analisi di PwC Italia prende in esame gli effetti macroeconomici - in pratica l’incremento del Pil - connessi al secondo lotto del collegamento promosso dalla concessionaria autostradale, in particolare sul tracciato Pedemonte in provincia di Vicenza alla connessione A22 a Rovereto (mentre il primo lotto, interamente nel vicentino, va da Piovene Rocchette a Pedemonte).
 

Si evidenzia l’impatto di un’infrastruttura capace di rendere più competitivo il Trentino e di “avvicinarlo” a Veneto e Friuli Venezia Giulia. Generando oltre lo spostamento del traffico commerciale anche un incremento plausibile di arrivi e presenze turistiche dalle due regioni di circa il 20%, per un valore aggiunto di circa 84,5 milioni a favore del comparto dell’ospitalità trentina e dei settori collegati.

In 16 anni, tempo che riassume i 7 anni dell’investimento -realizzazione dell’opera e i successivi 9 della gestione, il valore aggiunto complessivo generato dalla realizzazione dell’arteria raggiungerebbe i 5,2 miliardi. Ovvero 323 milioni l’anno, a cui vanno aggiunti quasi 80.000 posti di lavoro complessivi - quasi 5mila l’anno - nell’arco dei 16 anni.

Si calcola che la nuova infrastruttura consentirà una riduzione dei tempi di percorrenza di circa 20 minuti per i veicoli leggeri e di circa 25 minuti per quelli pesanti nella tratta Trento-Vicenza; oltre a una rimodulazione del traffico sull’A22 e una riduzione delle percorrenze sulle Strade Provinciali e sulla SS47 della Valsugana che beneficerà di un’importante riduzione quantificata fino al 55% per il traffico pesante con l’ipotesi della Vignetta per i camion.
 

Tre le variabili esaminate nell’analisi.

La prima parte riguarda la costruzione dell’arteria nel periodo considerato. Valutando il volume dell’investimento stimato per le attività di realizzazione dell’opera, pari a 3,3 miliardi, per un impatto complessivo stimato nel 111% del suo valore - quindi 3,7 miliardi di euro - e un coinvolgimento di circa 59 mila ULA-Unità lavorative durante la realizzazione.
 

La seconda variabile considerata è l’impatto sociale ed economico legato alla variazione dei flussi di traffico turistici. La riduzione dei tempi di percorrenza di circa 20 minuti per i veicoli leggeri genererà anche un maggiore appeal turistico del nostro territorio.

Per effetto di questo “avvicinamento” con i territori confinanti si stima che in un anno di piena operatività la spesa turistica in Trentino crescerebbe di circa 73,7 milioni, generando un valore aggiunto complessivo di circa 84,5 milioni e coinvolgendo 1.633 unità lavorative.
 

Terza variabile osservata l’impatto economico derivante dalla possibile realizzazione a Rovereto di una piattaforma intermodale per il traffico terrestre non accompagnato, per lo spostamento delle merci dai camion provenienti da Padova e Vicenza sulla linea del Brennero che in prospettiva verrà quadruplicata.

“Questa è un’eventualità tutta da valutare - ha precisato Fugatti -. In ogni caso può essere un’idea utile per favorire la mobilità sostenibile, consentendo di togliere i camion dalle strade e rafforzando la posizione di Rovereto come baricentrica nel trasporto intermodale, creando un polo complementare tra quello di Trento e Verona”.

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