Pandemia / Il caso

Tamponi positivi ma sospetti, Ruscitti: «Così si gioca con la vita degli altri, l'Apss vigila anche in collaborazione con i Nas»

Dopo l'indagine sulle centinaia di falsi che, secondo l'accusa, sarebbero stati registrati a pagamento per far ottenere il green pass a persone non vaccinate, il dirigente del dipartimento salute sottolinea che sono costanti le verifiche su quantità e coerenza statistica dell'esito dei test nei centri privati: in caso di sospetti scatta il controllo

IL CASO I tamponi falsi per il green pass: caccia ai clienti
L'INDAGINE Mercato dei tamponi falsi, chiuso un ambulatorio anche a Trento
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TRENTO. È rimbalzata nella conferenza stampa della giunta provinciale, oggi, la vicenda dei presunti tamponi covid falsificati per far ottenere il green pass da guarigione a persone non vaccinate.

«Sono persone che giocano con la vita degli altri e della collettività. Si tratta di comportamenti che noi stigmatizziamo fortemente. L'Azienda sanitaria le ha denunciate e si è anche posta come parte lesa nei confronti di coloro che, per ora, sono accusati di questo reato».

Sono parole pronunciate da Giancarlo Ruscitti, dirigente generale del dipartimento salute della Provincia, a proposito dell'indagine delle forze dell'Ordine che ha condotto alla chiusura di due centro per test covid, uno a Pergine e l'altro a Trento nord: quattro le persone indagate.

Secondo l'accusa, il "cliente" no vax si presentava all’ambulatorio di Pergine o a quello di Trento e lasciava la busta di contanti per ottenere in pochi secondi un falso certificato di positività. In questo modo, passata la quarantena, aveva accesso al green pass come «guarito» senza mai avere avuto il Covid e senza mai vaccinarsi. E senza aver mai fatto il tampone.

Ora gli inquirenti stanno cercando di risalire anche alle persone che avrebbero pagato per ottenere il rilascio di una certificazione falsa.

«Sono comportamenti che sono stati stigmatizzatti anche dagli Ordini professionali e che l'Azienda provinciale per i servizi sanitari ha denunciato», ha aggiunto Ruscitti.

Il dirigente ha anche spiegato che l'Apss è sempre in stretto contatto con i Nas dei carabinieri ai quali segnala ogni situazione sospetta, laddove si verificano «attività anomale» per la quantità dei tamponi fatti o per la qualità del loro esito, che peraltro viene verificata anche dalla stessa Azienda sanitaria tramite controlli a campione.

La necessità di esternalizzare buona parte dei tamponi covid deriva dal grande aumento del fabbisogno, legato sia ai green pass sia al boom di contagi, tuttavia, Ruscitti ha sottolineato che nel privato vanno rispettate regole stringenti: «Questi operatori devono avere un certo dipo di qualifica e vengono registrati per poi avere acesso alla piattaforma aziendale e comunicare il risultato dei tamponi».

Frattanto, oggi, la commissione salute e il dipartimento salute e politiche sociali della Provincia hanno deciso di chiedere un chiarimento al ministro della salute Roberto Speranza in relazione al personale infermieristico e medico che non è vaccinato ma è guarito dal covid, ottenendo di fatto il super green pass.

"Una persona che ha avuto il covid può rientrare al lavoro - ha spiegato in conferenza stampa il dirigente del dipartimento salute della Provincia, Giancarlo Ruscitti - ma gli Ordini professionali di medici e infermieri hanno confermato la sospensione anche in caso di guarigione per chi ha rifiutato il vaccino. Abbiamo quindi chiesto una interpretazione al ministro, visto che rischiamo di avere medici e infermieri guariti dal Covid che possono svolgere una vita del tutto normale ma non possono rientrare al lavoro".

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