Emigrazione / Trentini all’estero

Dal Trentino in Germania per fare l’archeologa: “Esperienza unica, qui mi sono messa in gioco”

Continua il viaggio alla ricerca delle storie dei trentini che si stanno facendo onore all’estero: questa volta è il turno della roveretana Virginia Trinco

STORIE Le interviste dei giovani trentini all'estero

TRENTO. Direttamente dalla Germania, Virginia ci dice apertamente: “Qui ho imparato cosa vuol dire Vivere; e a vivere in un paese straniero”. Così inizia l’intervista (raccolta attraverso Mondo Trentino) a Virginia Trinco di Rovereto, città in cui è nata e dove è rimasta per 25 anni, fino a quando un anno e mezzo fa si è trasferita in Germania. Il trasferimento in Germania è una delle ultime esperienze che l’archeologia l’ha portata a fare.

Il primo incontro con l’archeologia è avvenuto durante i suoi studi universitari, quando frequentava la laurea triennale. Nonostante abbia conseguito il titolo di studio in Beni Culturali ad indirizzo storico-artistico, con una tesi di Laurea Triennale sul pittore roveretano Iras Baldessari, successivamente Virginia si è iscritta al corso di Laurea Magistrale in Quaternario, Preistoria e Archeologia. Un cambio di rotta curioso, ed è in questo periodo che sono iniziati due anni molto intensi, che l’hanno arricchita dal punto di vista umano e professionale.

Sotto la guida di Maurizio Battisti, archeologo presso la Fondazione Museo Civico di Rovereto, ha mosso i primi passi come archeologa, dando avvio ad una collaborazione coronata poi dalla stesura della tesi Magistrale su l'insediamento preistorico di Dosso Alto di Borgo Sacco. Grazie invece all’Università, passando le sue estati sugli scavi, ha avuto modo di imparare il lavoro sul campo. E così tra terra, reperti, cazzuole e avventure, si è detta “perché non fare anche un Erasmus?”

 

Virginia dice: “Ricordo ancora quel giorno di inizio ottobre, quando scendendo dal treno ho sentito l’aria fredda e l’inconfondibile profumo di Franzbrőtchen: Amburgo era lì. Nonostante le difficoltà incontrate con il tedesco, che avevo ormai da tempo archiviato, ricordo quei sei mesi invernali fatti di posti, persone e esperienze nuove, davvero con molto affetto. Amburgo mi è servita per prendere quel coraggio che poi mi ha fatto venire qui, a Cottbus.”

Ciao Virginia, dove vivi ora e cosa fai?

Attualmente vivo nelle campagne di Cottbus nel Brandeburgo (tra Berlino e Dresda). Qui lavoro come archeologa per una ditta che fa sorveglianze archeologiche in molte regioni (Land) della Germania.Gestisco l’ufficio che si occupa della zona del Brandeburgo appunto, nonostante sia la mia prima esperienza nel settore.  E pensare che questa occasione è arrivata grazie alla pandemia! Un po’ scoraggiata dalla difficile situazione del post lockdown, ho iniziato comunque a guardare per delle opportunità lavorative in Europa. E così grazie a una serie di fortunate coincidenze, insieme alla voglia di fare nuove esperienze, mettermi in gioco, lavorare e mostrare a me stessa che potevo farcela, sono partita, ed eccomi qua!

 

Com’è la vita in Germania, come è stato il primo approccio e come ti trovi ora?

Quando sono smontata dal treno non avevo bene idea di cosa volesse dire “Germania dell’Est”.  E' tutt’altra cosa dalla scintillante ed elegante Amburgo! Tutto mi è parso molto simile, i paesi così come le case. Ancora oggi non passano inosservati quasi quarant’anni di DDR qui in Brandeburgo. Ammetto che ancora non mi sono abituata. Così come non mi sono ancora abituata ai grandi spazi piani, in cui la natura “selvaggia” si alterna ai campi coltivati e alle distese di boschi. A volte mi chiedo dove sono le mie montagne. A casa ad aspettarmi, mi rispondo.

 

Ti senti straniera in Germania?

Con il termine Heimat in tedesco si descrive la patria intesa come il luogo in cui ti senti bene, dove puoi essere te stesso, dove sei felice. Io trovo ancora tutto ciò in Italia, nel praticare i miei sport di montagna, nell’avere vicino la mia famiglia e amici. Pertanto, sì, ogni giorno mi sento straniera. Mi sento straniera quando non capisco cosa mi viene detto o quello che leggo, quando non capisco determinati modi di fare, semplicemente perché a casa funziona diversamente. Quest’esperienza però mi ha anche regalato delle persone importanti che mi hanno aiutato e mi aiutano nelle difficoltà quotidiane.

Come e dove hai vissuto l’emergenza Coronavirus? Ti sei vaccinata?

Quando sono partita a luglio 2020, non immaginavo che sarei rimasta bloccata qui. Invece è andata proprio così. Non poter rientrare a casa per quasi un anno non è stato facile, ci sono stati periodi molto difficili. Ma per fortuna ho potuto condividere questi momenti con una ragazza, anche lei italiana e anche lei rimasta bloccata qui. E così accomunate dalla mancanza della nostra Heimat ci siamo capite e sostenute nell’affrontare questa situazione. Sì, sono vaccinata. È l’unica soluzione per spostarsi e tornare a casa senza tutte le complicazioni organizzative che comportano i tamponi.

 

Quali progetti hai per il futuro, quali strade hai già intrapreso nel caso dovessi rientrare in Italia?

Di progetti per il futuro ce ne sono vari, in base a quello che succederà poi, deciderò quali intraprendere. Nel caso di un eventuale ritorno a breve in Italia, quasi sicuramente dovrei abbandonare l’archeologia.

A casa un’alternativa sarebbe quella di cercare lavoro come geometra, dato che l’anno scorso ho concluso anche questo percorso di studio. Le situazioni e le circostanze però sono in continua evoluzione; perciò, sono convinta che le scelte e le soluzioni arriveranno al momento giusto, quando devono arrivare.

 

Vuoi lasciare un messaggio ai trentini?

Vorrei dire che ogni esperienza, nonostante le difficoltà, ci fa capire qualche cosa di noi stessi e degli altri, pertanto è sempre positiva. Vorrei dire di cogliere le possibilità che la vita ci regala, perché non si sa mai cosa può succedere “girando l’angolo”. Per dirla con le parole di Cesare Cremonini perché “per quanta strada c’è da fare, amerai il finale”. Buon viaggio a tutti!

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