Trento / L’aggressione

Assistente di polizia penitenziara aggredito ieri nel carcere di Trento e minacciato di morte

Il sindacato lancia l’allarme: nel primo semestre del 2021 “nella Casa circondariale di Trento si sono contati 29 atti di autolesionismo, 7 tentati suicidi sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria, 36 colluttazioni e 4 ferimenti”

TRENTO. Altissima tensione nel carcere di Trento. E protesta il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, il primo e più rappresentativo del personale di Polizia in servizio nelle carceri del Paese.

“Ho appena saputo di una grave vicenda avvenuta ieri sera alle ore 21 circa, ovvero l’aggressione di un detenuto di nazionalità tunisina nei confronti di un Assistente di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Trento”, denuncia Donato Capece, segretario generale del Sappe.

“Alle ore 21.00, il detenuto attirava l'attenzione dell'Assistente con la scusante di chiedergli delle informazioni: quando il poliziotto è giunto d'innanzi alla cella, con una mossa repentina il detenuto lo ha afferrato con violenza, tirandolo contro la cancellata e colpendolo più volte alla nuca con un oggetto contundente, minacciandolo anche di morte. Il tempestivo intervento degli altri agenti in servizio ha permesso di bloccare, a fatica, il detenuto, mentre al poliziotto sono state assicurate le cure in infermeria. A lui va tutta la solidarietà e la vicinanza del Sappe, che gli augura un veloce rientro in servizio. Il detenuto giustificava poi il gesto dicendo che da diverso tempo richiede di essere trasferito, pertanto l'unico modo per riuscirci è aggredire il personale (!!!). La cosa grave è che ha ripromesso di continuare ad aggredire il personale fino a quando non otterrà un trasferimento. Il detenuto, per altro, è già noto per la sua indole aggressiva ed è stato destinatario di un congruo numero di rapporti disciplinari e relative sanzioni per il suo atteggiamento aggressivo e contrario all’ordine ed alla sicurezza”.
 

Il Sappe evidenzia infine che nel primo semestre del 2021 “nella Casa circondariale di Trento si sono contati 29 atti di autolesionismo, 7 tentati suicidi sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria, 36 colluttazioni e 4 ferimenti: cifre allarmanti ma comunque contenute grazie alla professionalità, all’abnegazione ed al senso del dovere della Polizia Penitenziaria, che – ripeto - ha comunque bisogno di uomini e nuovi strumenti operativi per fronteggiare l’emergenza in atto”.

 

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