Sanità / Lo studio

Vaccino efficace al 90 per cento sui sanitari, ma negli ultimi 40 giorni i casi risultano triplicati

Dal 27 dicembre 2020 fino al 20 settembre ci sono stati 216 operatori positivi al Covid nel gruppo dei non vaccinati e 61 in quello di chi era “protetto”. Lo studio interno di Apss

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di Patrizia Todesco

TRENTO. Attualmente quasi tutti gli operatori sanitari dell'Azienda sanitaria risultano vaccinati con almeno una dose (dal 97% dei medici all'85% del personale di supporto) e il vaccino risulta altamente efficace nel ridurre il contagio. Gli studi rivelano un'efficacia del 90,2% con due dosi da almeno 14 giorni».

A questa conclusione arriva lo studio, aggiornato e puntuale, frutto del lavoro del gruppo di lavoro Apss sull'informazione sui vaccini per il COVID-19 di cui fanno parte Marina Ferri, Pirous Fateh-Moghadam, Luca Leonardi, Francesca Mazzola, Adriano Passerini, Veronica Tretter, Alessandra Zanin e Maria Grazia Zuccali. Il dato sull'efficacia dei vaccini, aggiornato dopo i recenti focolai nei reparti ospedalieri che hanno sollevato qualche preoccupazione, evidenzia come la protezione sia rimasta alta anche se negli ultimi 40 giorni ci sono stati 7 nuove positività tra i non vaccinati e 18 tra i vaccinati (quasi un terzo del totale) a conferma forse di una leggera diminuzione di protezione nel tempo del vaccino e del bisogno di una terza dose di rinforzo.


Dal 27 dicembre 2020 al 20 settembre 2021 sono stati 216 gli operatori sanitari risultati positivi al Covid nel gruppo delle persone non vaccinate. Nello stesso periodo sono risultate positive 61 persone nel gruppo dei vaccinati. Considerando quindi i giorni di esposizione, risulta una incidenza di positivi di 0,56 per 10.000 giorni nel gruppo di coloro che hanno ricevuto il ciclo completo di 2 dosi di vaccino e di 5,22 per 10.000 giorni persona nel gruppo non vaccinato.Il calcolo effettuato dagli esperti arriva alle conclusioni che l'efficacia vaccinale complessiva è dell'89,3% (IC 84,1%-92,6%), considerando i vaccinati indipendentemente dal momento dell'infezione, del 74,6% considerando le infezioni nel periodo fino ai 13 giorni dopo la seconda dose e del 90,2% considerando il periodo dopo 14 giorni dalla seconda dose.

«Si conferma quindi che la vaccinazione è efficace già a partire da due settimane dopo la prima dose, ma che la seconda dose consente di migliorare ulteriormente la protezione nei confronti del virus», sottolineano i redattori del report. «Occorre aggiungere che l'efficacia a partire dai 14 giorni dalla seconda dose si mantiene elevata nel tempo, mentre quella nei primi 13 giorni dalla seconda dose (quindi attribuibile per lo più alla sola prima dose) continua a calare con il passare del tempo: risultava dell'85% da gennaio a marzo, del 78,7% da gennaio a luglio, del 75,7% da gennaio ad agosto e del 74,6% nel periodo da gennaio a settembre.

Queste differenze non sono statisticamente significative data l'esiguità dei casi, tuttavia la perdita dell'efficacia vaccinale della sola prima dose nei confronti della variante delta è già stata descritta in letteratura e troverebbe quindi una conferma anche nei dati trentini».Nel report viene poi scattata una fotografia aggiornata sul numero dei vaccinati cresciuto nell'ultimo mese dopo l'avvio delle lettere di sospensione. Al 20 settembre il 90% degli operatori (6.519) ha ricevuto almeno una dose di vaccino e l'80% (5.727 ) ha ricevuto entrambe le dosi. Numeri cresciuti nell'ultimo mese di circa 150 unità sia per le doppie dose che per le singole dosi. Lo studio ha evidenziato anche delle differenze per genere e per età dei vaccinati.

Gli uomini hanno aderito in misura maggiore rispetto alle donne (94% vs 90%). Per quanto riguarda le professioni i medici e i dirigenti in generale sono quelli con una copertura maggiore, 97%. Seguono infermieri 91% e altri operatori sanitari (91%). Questi ultimi sono quelli che hanno recuperato maggiormente nell'ultimo mese con un aumento del 4%. Fanalino di coda il personale di supporto coperto all'85%). Solamente per le donne anche l'età influenza la scelta vaccinale: sono le 30-44enni a vaccinarsi meno (88%), mentre si vaccinano in proporzione significativamente maggiori le 45-59enni (90%) e le 20-29enni (94%). Non emergono infine differenze in relazione alla sede lavorativa del dipendente (Dip. Prevenzione, Ospedale; Direzione, Territorio), né al luogo di lavoro (Valle dell'Adige e Vallagarina vs resto della Provincia).

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