Società / L’allarme

La droga in Trentino: calano sequestri e arresti, ma la cocaina dilaga (+183%) e c’è una risalita delle overdose

I dati della Relazione annuale della Direzione centrale per i Servizi antidroga del ministero dell'Interno: la maggior parte dei piccoli spacciatori è straniera, ma fra i minorenni due su tre sono trentini

LA STORIA La "bamba" a fiumi, impressionante elenco di sequestri in Trentino

TRENTO. I numeri della droga nel 2020 sono tutti con il segno meno. In Trentino Alto Adige calano i sequestri di sostanze, gli arresti, le denunce. C'è un solo dato in aumento e fa paura: a crescere rispetto all'anno precedente sono i decessi per overdose, dieci. Gli spacciatori sono per la maggior parte stranieri, trend che viene ribaltato tra i minori: solo uno su tre dei denunciati under 18 non è nato in Italia.

L'analisi è contenuta nella Relazione annuale della Direzione centrale per i Servizi antidroga del ministero dell'Interno. «Come ogni altro settore, legale o criminale, il narcotraffico ha risentito degli effetti della crisi sanitaria mondiale connessa alla diffusione del Covid-19» viene sottolineato. Se la prima parte dell'anno è stata "silente" a causa del lockdown e delle restrizioni alla mobilità, con conseguenti difficoltà nel reclutamento della manodopera e con una diminuzione della domanda, l'attività illecita ha fatto registrare una forte ripresa nel secondo semestre «a conferma delle capacità di adattamento e flessibilità di comportamento dalle associazioni criminali».

Meno sequestri, ma è boom di cocaina. Nel 2020 in Trentino Alto Adige le operazioni antidroga sono calate del 15% rispetto all'anno precedente, fermandosi a 382, e sono anche diminuiti del 24% i carichi sequestrati di sostanze, per un totale di 209,38 chilogrammi. Da evidenziare un incremento rilevante (+183%) di cocaina recuperata, a cui ha contribuito il maxi sequestro di 69 chili presso la barriera autostradale di Vipiteno nel mese di dicembre. Complessivamente nel 2020 sono stati sequestrati 135 chili di cocaina, mentre nel 2019 il carico di "polvere bianca" si è fermato a 47 chili.

Cala invece l'eroina: 4 chili rispetto ai 18 del 2019. In picchiata anche l'hashish con 12 chili sequestrati (erano 32 l'anno precedente), la marijuana con 56 chili (175 nel 2019), la cannabis con 141 chili di piante (209), le droghe sintetiche con 244 pastiglie (erano 2.171 nel 2019).

Il 57% dei denunciati è di origine straniera. Per reati sugli stupefacenti sono state segnalate all'autorità giudiziaria 463 persone e di queste 222 sono state arrestate. Nel 2019 le denunce erano state 697. In provincia di Trento è stato registrato il 47,30% delle denunce complessive (in Alto Adige il restante 52,70%). Nove denunce su 10 riguardano i reati di spaccio e di traffico, 1 su 10 l'associazione a delinquete finalizzata al traffico di droga. Su 463 denunce solo 26 riguardano donne, mentre i minorenni coinvolti sono 16. Le persone segnalate all'autorità giudiziaria sono per la maggior parte straniere (267 a fronte di 196 di nazionalità italiana), provenienti prevalentemente da Tunisia, Gambia, Albania, Marocco e Nigeria. «È da sottolineare - viene evidenziato nella relazione - che in questa regione gli stranieri sono il 57,67% dei denunciati, a fronte del 32,52% della media nazionale».

Minori che spacciano: 2 su 3 sono italiani. Sono 16 i minori denunciati per reati che riguardano gli stupefacenti, di cui 5 in stato di arresto, in calo del 46,67% rispetto all'anno precedente. Il dato del Trentino Alto Adige corrisponde all'1,75% dei minori segnalati a livello nazionale. Dei 16 minori, 5 sono stranieri, originari di Russia, Moldavia e Romania. Anche nel 2019, 2 su 3 erano italiani: dei 30 denunciati, 10 provenivano dall'Est Europa. L'attività di spaccio degli under 18 riguarda per il 62,50% la marijuana, il 18,75% l'hashish, il 12,50% altri tipi di sostanze e per il 6,25% le piante di cannabis.

Decessi in aumento. In Trentino Alto Adige sono cresciuti i casi di decessi provocati all'abuso di sostanze stupefacenti. L'aumento è di +11,11% passando da 9 del 2019 a 10 del 2020, corrispondenti al 3,25% del totale nazionale. Cinque decessi sono stati registrati in provincia di Trento, altrettanti in provincia di Bolzano. Il dato regionale è il più alto dell'ultimo decennio, mentre il valore più basso risale al 2011 con 3 decessi.

Se si analizza il dato nazionale, invece, si nota l'interruzione, dopo tre anni consecutivi di continua crescita, del trend delle morti per overdose: -66 casi rispetto all'anno precedente, pari a -17%, per un totale di 308 decessi nel 2020, contro i 374 del 2019. «È possibile - si legge nel Report - che si tratti di incidenti occorsi a persone non necessariamente tossicodipendenti, che, nel periodo della pandemia, hanno utilizzato più diffusamente il sostitutivo, non riuscendo ad approvvigionarsi della sostanza d'elezione o di altra sostanza d'abuso»

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