Università / Ripartenza

Il rettore Deflorian: «A settembre aule piene al cento per cento»

L'ateneo si prepara a un nuovo anno accademico tutto in presenza, nel rispetto dei protocolli sanitari: "Possiamo contare sui tamponi salivari, sulla vaccinazione della maggioranza degli studenti e della quasi totalità del personale docente e non docente, su piani dettagliati di sicurezza"

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TRENTO. «Stiamo lavorando per pensare alla riapertura dell'università a settembre in presenza al 100 per cento».

Dopo due anni di isolamento, sospensioni, chiusure e problemi, le parole del rettore Flavio Deflorian (nella foto qui sotto) sono assolutamente consolatorie.

L'Ateneo trentino, con i suoi 15mila studenti e il corpo docente e non docente, è una presenza essenziale per il tessuto sociale, ed anche economico della città. Ed il fatto che si possa ritornare a regime fa ben sperare nella ripresa della normalità.

«Naturalmente - riprende il rettore - si procederà alla piena occupazione delle aule solo rispettando le norme sul distanziamento in vigore nel momento della riapertura».

E spiega: «A fine luglio scade il decreto Draghi di fine aprile: si può dunque sperare che ci sia un'evoluzione. Da parte nostra possiamo contare sui tamponi salivari, sulla vaccinazione della maggioranza degli studenti e della quasi totalità del personale docente e non docente, su piani dettagliati di sicurezza. A questo punto, se ci sono limitazioni nazionali, potremo chiedere alla Provincia di agire in deroga, secondo la propria autonomia, per essere autorizzati a riempire le aule al 100 per cento secondo precise misure di sicurezza e di monitoraggio e nel rispetto della normativa locale».

Queste rassicurazioni permettono anche ai tanti studenti fuori sede di poter programmare con una certa dose di serenità il rientro nella città universitaria.

«É ragionevole pensare - conferma Deflorian - di poter venire, o tornare, a studiare a Trento».

Restano tuttavia aperti due nodi: i trasporti e le mense.

Ma anche su questo il rettore ha le idee chiare. «Con Trentino Trasporti - chiarisce - il dialogo è continuo e produttivo. In questo momento siamo zona bianca e la capacità dei mezzi può essere saturata all'80 per cento, E già questa è una buona situazione. Per quanto riguarda le mense potranno essere riaperte, sempre rispettando le condizioni di sicurezza e di monitoraggio».

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Determinata a far ritornare l'università «un luogo vivo e sociale» è la prorettrice alla didattica Paola Venuti: «Puntiamo alla riapertura totale ma anche se, malauguratamente, dovessimo affrontare ancora delle restrizioni, abbiamo programmato delle attività importanti in aula, pur rispettando il distanziamento, così da non far mancare il contatto sociale tra studenti ed il confronto con i docenti. Possiamo garantirlo: la partecipazione ci sarà. E anche lavori di gruppo, di approfondimento e dibattiti».

Infine, con il nuovo anno accademico, dopo due anni di sostanziale immobilismo, riprenderanno le esperienze all'estero e l'arrivo di studenti stranieri.

Le domande ai programmi Erasmus + pervenute per l'anno 2021-22 sono 905 e si attestano in linea con le richieste degli ultimi anni, così come le domande di Doppia Laurea (103) e gli accordi bilaterali (126).

«I nostri studenti in mobilità - spiega il prorettore alla internazionalizzazione Maurizio Marchese - hanno potuto vaccinarsi e per potersi muovere devono seguire le regole stabilite per ogni Paese. Se provengono dall'Ue, vale il Green Pass».

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