Trento / Il caso

Conto da 440mila euro per la laurea "fantasma"

Un ex funzionario del Muse smascherato dopo 11 anni: vinse una selezione dichiarando di essere dottore in economia e commercio, ma era falso, condannato a risarcire

TRENTO. Per 11 anni è stato un dipendente "modello", prima del Muse e poi della Provincia.

Nel 2008 aveva vinto la selezione per un posto di funzionario economico finanziario piazzandosi primo in graduatoria; stakanovista (10 giorni di assenza in 11 anni di servizio), aveva frequentato innumerevoli corsi di formazione; le valutazioni dei superiori erano sempre state positive e mai era incappato in un procedimento disciplinare. Peccato che P. M., il dipendente dell'allora Museo tridentino di scienze naturali, avesse barato.

La laurea in economia e commercio che a più riprese aveva dichiarato di possedere era un clamoroso falso di cui nessuno per oltre un decennio si era accorto. Benché avesse sostenuto numerosi esami all'Università di Trento, P. M. infatti non aveva mai conseguito il titolo di dottore in economia e commercio. Così ora l'ex dipendente della Provincia - ha dato le dimissioni nel 2019 subito dopo essere stato scoperto - dovrà risarcire 416.286 euro al Muse e 24.329 euro alla Provincia.

La somma è relativa agli stipendi che l'ex funzionario percepì negli 11 anni di lavoro senza titolo al Muse e in Provincia per un totale di 518.371 euro, cifra contestata nell'atto di citazione dalla Procura regionale della Corte dei conti a titolo di danno erariale doloso. La somma finale è stata limata al ribasso dai giudici della Sezione giurisdizionale che hanno concesso una riduzione del danno pari al 15% per il lavoro comunque prestato dall'ex funzionario in favore della pubblica amministrazione, come era stato sollecitato (anche se in percentuale superiore) dalla difesa sostenuta dall'avvocato Stefano Frizzi.

In sentenza si sottolinea come P. M. per oltre 11 anni abbia nascosto il suo inconfessabile segreto: «Certificava falsamente, tramite dichiarazione sostitutiva di atto notorio, il possesso del diploma di laurea in economia e commercio, allegando altresì copia, non veritiera, di una dichiarazione in carta libera resa dall'Università di Trento attestante il conseguimento della laurea in data 30 marzo 2005 con punteggio di 102/110. Vinta la procedura selettiva il P. M. presentava all'amministrazione anche una copia falsificata del diploma di laurea».

In occasione del passaggio del personale del Muse nei ruoli della Provincia di Trento, avvenuto con decorrenza 1° gennaio 2019, P. M. produceva ancora una volta una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ribadendo il possesso della laurea». Da ciò consegue - si legge in sentenza - «la particolare gravità e l'evidente disvalore del comportamento posto in essere dal convenuto al fine di conseguire un'utilità (assunzione presso gli indicati enti pubblici nel profilo di funzionario) non spettante». Secondo i giudici «appare indiscutibile il comportamento fraudolento ed ingannevole posto in essere dal convenuto».

Tuttavia la corte ritiene che possa essere riconosciuto, in via equitativa, nella misura del 15%, un abbattimento del danno erariale tenuto conto dei vantaggi comunque conseguiti dall'amministrazione per le prestazioni di fatto rese dal P.M.: «Tale utilitas - scrive la Corte dei conti - appare desumibile dai numerosi documenti prodotti dalla difesa del convenuto dai quali emergono le ripetute valutazioni positive del datore di lavoro, il riconoscimento dell'indennità di area direttiva, la partecipazione ad innumerevoli corsi di formazione e ad una commissione giudicatrice per la selezione di personale, oltre ad altri incarichi».

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