Persone/ Il ricordo

Morto l’ingegner Perini, fu il «padre» delle Torri di Madonna Bianca, ma non solo

Dalla ex Cassa Malati di Trento all’Anmil di Rovereto, ma anche il palazzo della Cooperazione di via Segantini: razionalista, illuminato urbanista, persona indimenticabile

di Gigi Zoppello

TRENTO. E’ morto l’ingegner Luciano Perini, grandissimo professionista trentino che ha segnato l’urbanistica ed il territorio della nostra regione (ma non solo). Di lui, si scriverà che era un maestro dell'architettura razionalista, un progettista di larghe vedute e dalla immensa capacità tecnica. Ma a Trento sarà semplicemente ricordato come il «padre» del quartiere di Madonna Bianca e delle sue «torri» (insieme all’architetto Marcello Armani), un progetto globale di nuovo quartiere sorto negli anni ‘70 e che è studiato ancor oggi in tutto il mondo.

Noi lo ricordiamo come una persona squisita, riservata e dedita al lavoro. Nel 2015 fu invitato proprio a Madonna Bianca insieme ad Armani per celebrare l’anniversario della realizzazione. Era una festa del quartiere, e di chi ci aveva vissuto, ma sul palco Perini si emozionò, disse solo poche parole misurate, e lasciò ai politici di turno (numerosi) fare i lunghi discorsi al microfono.

Sotto al palco, in una dimensione più intima, venne salutato da tanta gente che gli stringeva la mano, e lui in un momento di gioia ci confessò: «Il risultato migliore è vedere che il quartiere a distanza di anni è diventato un esempio di integrazione e convivenza». Parola non proprio da ingegnere, ma da urbanista illuminato.

Non solo Madonna Bianca, naturalmente: ha lasciato un’opera imponente, assieme agli inseparabili fratelli Mariano e Flavio (diversi, ma assolutamente complementari) formava un team invidiabile. E così a Rovereto lo ricorderanno per l'ex Anmil (quasi brutalista, nel suo severo cemento armato, oggi purtroppo in rovina da decenni); nel capoluogo, suo era il progetto della ex Cassa Malati di piazza Venezia, ma anche del palazzo della Cooperazione in via Segantini.

Perini ha lasciato poi realizzazioni importanti in tutto il mondo, compresi alcuni grattacieli a Mosca. Il Trentino perde una mente brillante, un professionista, un protagonista.

 

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