Fugatti spiega come saranno i colori del fine settimana

 

Oggi ci sarà l'annuncio ufficiale del governo, ma il Trentino è a forte rischio di passare in zona arancione. Dopo essere rimasto da sempre in giallo, al netto delle restrizioni valevoli per tutta Italia durante le festività natalizie, ora la situazione potrebbe cambiare. Perchè? Per via di un cambio di rotta e di strategia da parte del governo. Non sarà più, infatti, solamente il valore dell'Rt - basato sugli ormai famosi 21 parametri - a determinare il passaggio o la permanenza in una determinata fascia, ma si aggiungono anche i livelli di rischio. Se alti, anche con un Rt sotto l'1, si passa all'arancione. Ha spiegato la situazione il presidente Maurizio Fugatti, con una certa preoccupazione.
«Oggi sapremo: ci sono due passaggi, ovvero il Decreto Legge che modifica i parametri sulla classificazione, e poi il nuovo Dpcm che fisserà le regole. Nell'incontro con i ministri Boccia e Speranza ci è stato spiegato che non conterà più solamente l'indice Rt, ma anche i livelli di rischio. Ci hanno detto che l'Rt nazionale è in crescita e superiore a 1, ovvero tra 1,10 e 1,15, che la situazione di molti Paesi europei è in peggioramento e preoccupa e che temono l'arrivo di una terza ondata. L'Rt del Trentino la scorsa settimana era a 0,85: sono sicuro che si alzerà, ma non sappiamo ancora quanto. I livelli? Li abbiamo alti, anche la settimana scorsa lo erano (ma allora non contavano). In ogni caso le nuove regole partiranno da domenica, quindi oggi e domani continueranno a valere quelle della zona gialla. Poi il rischio di un passaggio in arancione è oggettivo».

Insomma, a metterci a forte rischio sono più dell'Rt i livelli di rischio, sulle ospedalizzazioni in particolari, che erano e sono alti.
A prescindere dal colore, alcune regole sono già state fissate e varranno per tutte le regioni e province. Dal 16 gennaio al 5 marzo sarà consentito spostarsi per fare visita a parenti o amici una sola volta al giorno, per massimo due persone ulteriori a quelle già conviventi nell'abitazione. Con una differenza tra zone: in quelle gialle questi spostamenti saranno consentiti su tutto il territorio (provinciale nel caso del Trentino), mentre in quelle arancioni e rosse solo all'interno dello stesso comune (resterà valida la regola dei comuni sotto i 5.000 abitanti e del raggio di 30 chilometri). Altra regola che vale a prescindere: fino al 15 febbraio sarà vietato andare in altre regioni, se non per i comprovati motivi di lavoro, necessità o salute. Niente "trasferte" per almeno un mese, quindi, anche in Alto Adige o Veneto o Lombardia, qualsiasi sia il nostro e loro colore.

«Anche in arancione le superiori andranno avanti con la Dad al 50%», ha aggiunto Fugatti, precisando poi che «si va verso il permesso all'asporto per i ristoranti, mentre per i bar stanno valutando».
Detto, quindi, che per spostamenti e scuole poco cambierà tra zona gialla e arancione, le differenze riguardano soprattutto ristoranti, bar e negozi. In giallo resteranno aperti, in arancione saranno chiusi. Inoltre l'arancione metterebbe verosimilmente la parola fine sulla possibiltà di aprire gli impianti da sci, visti i divieti di spostamento durante il giorno da un comune all'altro se non per lavoro o salute, e alla chance (in fase di discussione, non ancora certa) di poter riaprire i musei almeno durante la settimana.

Ieri il governo ha poi istituito una nuova colorazione. Si tratta della zona bianca: per arrivarci servono tre settimane di fila con incidenza sotto i 50 casi ogni centomila abitanti, un Rt sotto l'1 e rischio basso nei vari parametri. Per ora un miraggio per il Trentino ma anche per il resto d'Italia. Da domani, infine, nei bollettini della Protezione civile compariranno anche i dati sui tamponi rapidi.

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