Il calcio piange "Pablito": addio a Paolo Rossi il campione del mondo si è spento a 64 anni

È morto a 64 anni Paolo Rossi, l'ex calciatore campione del mondo con l'Italia nel 1982.

L'uomo che rappresentava una grande pagina della storia italiana si è spento a causa di un cancro contro il quale combatteva da molto tempo.

Ne ha dato notizia nella notte la moglie Federica Cappelletti, sul suo profilo Instagram.

"Per sempre", ha scritto pubblicando sul social network una foto di lei col marito. «Non ci sarà mai nessuno come te, unico, speciale, dopo te il niente assoluto...», le parole scritte dalla signora in Fb. seguite da un cuore, con sotto una foto del marito e delle loro due figlie, tutti di spalle.

Negli stessi minuti dava conto della scomparsa di Pablito anche il vicedirettore di RaiSport, Enrico Varriale: "Una notizia tristissima, ci ha lasciato" un "indimenticabile, che ci ha fatto innamorare tutti in quell'Estate dell'82 e che è stato prezioso e competente compagno di lavoro negli ultimi anni".
 
La camera ardente sarà visitabile nel pomeriggio di venerdì 11 dicembre allo stadio di Vicenza, i funerali si terranno sabato 12.

Sono poi arrivati via via messaggi di cordoglio e di omaggio alla memoria di "Pablito" da parte innanzitutto dei compagni dell'avventura stortica del 1982, da Antonio Cabrini («ho perso un fratello») a Dino Zoff («era intelligente e simpaticissimo»).

Nato a Prato il 23 settembre del 1956, Rossi si aggiudicò anche il titolo di capocannoniere in quel Mondiale di Spagna del 1982 sotto il ct Enzo Bearzot. Stesso anno in cui vinse il Pallone d'oro. Con la Juventus di Giovanni Trapattoni negli anni '80 ha vinto due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa delle coppe, una Supercoppa europea e la Coppa dei campioni nel 1985.

«Stamattina nella chat di noi campioni del 1982 è arrivata la tragica notizia. Da un po' di tempo sapevamo che Paolo non stava bene, ma non ci attendevamo questa notizia improvvisa. Io se sono campione del mondo lo devo a lui, ai suoi gol. Era un ragazzo di una semplicità incredibile, sempre sorridente. Lo abbiamo visto anche nello stile come opinionista in tv. Rappresenta una pagina fondamentale della mia vita. Non ho parole», ha commentato poco fa Fulvio Collovati, ai microfoni di RadioRai.

«Tutti i compagni di quella grande avventura stanno esprimendo dolore in questi minuti. Con Paolo se ne va una parte di noi. Lui era estroverso, era fra quelli che tenevano alto il morale, durante quel Mondiale fantastico girava per le stanze in albergo, scherzava con tutti», ha proseguito Collovati ricordando i giornin di quell'indimenticabile trionfo azzurro. Un trionfo sotto la regia del ct Bearzot e targato Rossi, Collovati, Cabrini, Scirea Tardelli, Zoff, Altobelli e molti altri protagonisti di un'impresa inimmaginabile alla vigilia di quei campionati mondiali in Spagna.

Un attaccante imprevedibile, capace di quel gesto fuori dell'ordinario che finiva con un gol. Rapido, sgusciante, imprendibile per i difensori.

Spostato dalla fascia destra a un ruolo di punta piena, vicino alla porta, ha segnato valanghe di gol grazie a un fiuto, a una capacità straordinaria di sfruttare le opportunità in area di rigore, alal forza incredibile di ipnotizzare i difensori e di liberare quell'attimo decisovo che spedisce la palla in rete.

Paolo Rossi a Trento, l'anno scorso, al Festival dello sport (foto di Alessio Coser)

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