Ghezzi attacca Sgarbi: «Imbarazza la città di Rovereto» e lui replica: «Lo querelo»

Dura botta e risposta fra Paolo Ghezzi - consigliere provinciale di Futura - e il presidente del Mart Vittorio Sgarbi. Che annuncia di volerlo querelare (come aveva già fatto con altri due consiglieri provinciali, Manica del PD e Marini dei 5 Stelle).

Ghezzi ha commentato oggi in una nota l’arrivo della tela di Caravaggio al Mart (verso metà ottobre, probabilmente): «Non basta un Caravaggio per salvare la faccia. La tela del “Seppellimento di Santa Lucia” arriverà dunque a Rovereto, almeno così pare. Fine della telenovela. E bene per il Mart, che rischiava di restare senza nuove mostre fino a Natale.

Ma si è rischiata davvero la figuraccia storica. Per non dire che la situazione di impasse è stata vissuta con grande apprensione dall’interno del Museo roveretano, che ora dovrà fare l’impossibile – la mostra apre fra pochi giorni, il 10 ottobre – per promuovere in qualche modo l’evento.

Inutile dire che non lavora così un grande museo di respiro internazionale. In tutte le istituzioni culturali di un certo spessore le mostre vengono progettate e fissate con un anticipo di parecchi mesi, non solo per sbrigare per tempo tutte le incombenze burocratiche, ma anche e soprattutto per promuovere al meglio gli eventi. Le grandi masse di visitatori si spostano solo con preavvisi molto larghi, parecchi mesi prima dell’evento stesso.

Così è sempre accaduto al Mart. In cui, negli ultimi mesi, era palpabile l’imbarazzo e lo stress derivanti appunto dall’essere costretti stavolta, per la prima volta, a navigare a vista. Una situazione che è esplosa con l’arrivo di Vittorio Sgarbi nel ruolo di presidente del Museo roveretano. Una coincidenza? Mica tanto. Da quando il critico d’arte è al vertice dell’istituzione, il caos sembra regnare sovrano, come testimonia anche l’uscita di scena del direttore Maraniello.

Dire che la presidenza Sgarbi ha arrecato solo danni all’immagine del Mart e dell’intera città di Rovereto è dire, a questo punto, una ovvietà. Ci chiediamo solo: fino a quando dovremo sopportarlo ancora?« dice Ghezzi

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«Intanto, prosegue Ghezzi, la nostra piena solidarietà va alle cittadine e ai cittadini del comune laziale di Sutri, di cui Sgarbi è sindaco. I quali cittadini sono stati minacciati di multa se beccati a indossare una mascherina anti-Covid “senza motivo”. Le idee personali di Sgarbi sono legittime, ma per l’appunto personali. Da sindaco ha la grave responsabilità anche della salute pubblica. La visibilità sui media nazionali che questo insano provvedimento ha ottenuto in queste settimane costituisce un motivo in più di grave e motivato imbarazzo per la città di Rovereto, costretta a subire suo malgrado una pessima pubblicità. Tutti noi ne faremmo ben volentieri a meno: della pubblicità negativa, e del presidente Sgarbi».

Dura le replica di Sgarbi: «È imbarazzante il consigliere della Provincia autonoma di Trento Paolo Ghezzi per quanto è ignorante. Ed è pagato 10.000 euro al mese per scrivere balle e non sapere nulla.
Io non devo salvare nessuna faccia, soprattutto davanti a politici falliti e ignoranti che insistono a diffamare senza nulla conoscere. L’attività del Mart è a pieno regime da quando sono arrivato e nonostante il freno di Maraniello.

Nonostante gli ostacoli frapposti anche dai rappresentanti di Futura, della mostra del Mart su Caravaggio, che io ho programmato subito dopo il mio insediamento, concordandola con il presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti, con il presidente della Regione siciliana Musumeci, con il ministero dell’Interno, più di un anno fa, si è parlato come di nessun’altra.

Per l’attività in corso, evidentemente non frequentano il Mart. Basta ricordare, per esempio, la mostra su Benvenuto, di cui hanno parlato tutti i giornali nazionali,con grande plauso. Paolo Ghezzi non lo ha vista, come le altre. Altrimenti non scriverebbe idiozie.

La nutrita programmazione delle mostre da me proposte fino al 2023 è stata votata dal Cda; e prima di Natale, è in programma anche la grande di Boldini, per Ghezzi meno noto della Boldrini.

Le menzogne di Futura sono smentite dalla documentazione a tutti conosciuta tramite l’accesso agli atti, che documenta il lavoro condiviso anche da Maraniello. Le scelte precedenti alla mia presidenza sono state caratterizzate anche da iniziative costose,di cui nessuno si è preoccupato, come la mostra di Artschwager, costata 750 mila euro.

Io tutto ho fatto meno che procurare danni ad una istituzione che si era inaridita. E per queste menzogne procederò penalmente contro il signor Ghezzi.

Sono io a dover sopportare penosi interventi di politici falliti, che mi usano soltanto per avere quella visibilità che mai avrebbero avuto; loro devono salvare la faccia per non aver mai fatto nulla, prendendo in Consiglio provinciale 10 mila euro al mese, mentre io lavoro gratis!

Quanto alle mie iniziative, come parlamentare e sindaco di Sutri, l’ignorante Paolo Ghezzi parla senza sapere nulla di quelli che sono annunci e esortazioni; l’ordinanza sulla limitazione dell’uso delle mascherine è stata modellata sulla sentenza del Tar di Strasburgo. La mia responsabilità come sindaco sulla salute pubblica a Sutri è tale che non c’è stato alcun contagiato.

Il provvedimento che mi viene è attribuito non esiste. Si dimetta Ghezzi per indegnità e diffusione colpevole di menzogne.

Per conoscenza allego la bozza di ordinanza, che sto elaborando in stretto rapporto con il ministro Lamorgese, e in cui le misure di sicurezza, stabilite da leggi di Stato, bilanciano l’opinabile prevalenza delle prescrizioni sanitarie.
Alla faccia delle capre!»

Mara Dalzocchio: «E' solo invidia» - 

“Le critiche sono sempre ben accette, ma non quelle aggressive e senza fondamento alcuno. Motivo per cui è da rispedire al mittente quanto apparso in un comunicato di Futura Rovereto secondo cui Vittorio Sgarbi sarebbe motivo di imbarazzo non solo per il Mart, museo che presiede, ma anche per l’intera città di Rovereto. Una sequela di sciocchezze da ignorare, se il tema museale non fosse serio e non fossimo a poco dall’inaugurazione di una nuova stimolante Mostra.

Sì, perché a breve, il 10 ottobre, arriverà al Mart – direttamente dalla non vicina Siracusa - l’incantevole tela caravaggesca del “Seppellimento di Santa Lucia”. «Fine della telenovela», commenta con arroganza Futura. I cui esponenti sono evidentemente furenti dall’invidia per questa mostra che si annuncia molto visitata e rispetto alla quale è a dir poco chiaro il contributo di Vittorio Sgarbi, che proprio su Caravaggio, tra le altre cose, aveva già incentrato un suo tour nei teatri (passato che per il Centro Santa Chiara di Trento).

Quanto alle critiche futuranti sulla rischiata «figuraccia storica», sul «rischio di restare senza mostre fino a Natale»  e sull’«grande apprensione» che aleggerebbe all’«interno del Museo roveretano», Futura Rovereto è decisamente male informata: è vero l’esatto contrario. Nel Mart (ove a novembre è prevista una Mostra anche su Giovanni Boldini e ve ne sarà dopo anche una su Depero) si guarda con grande speranza – anche a seguito dell’esperienza pandemica e delle relative chiusure – a questa mostra su Caravaggio.

Lo si fa nell’auspicio che detto appuntamento possa traghettare la struttura fuori da un periodo difficile che dura da anni e non si è certo originato con la presidenza Sgarbi. Da questo punto di vista, sarebbe importante che la politica, anziché gufare o criticare la dirigenza del Mart ad ogni piè sospinto, desse un incoraggiamento e magari anche un contributo di idee concrete. Anche ci si rende perfettamente conto che parlare di idee concrete interloquendo con Futura è semplicemente utopico” afferma in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Mara Dalzocchio.

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