Sedici indagati per il crac della coop Btd Ipotesi di reato: bancarotta fraudolenta e truffa

Dagli arricchimenti personali alle fatture false, dai controlli «miopi» agli amministratori troppo distratti per accorgersi della voragine finanziaria che ha inghiottito la Btd Servizi, la coop edile del Primiero.

Le indagini sono state chiuse, con la contestazione di reati gravi: bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, truffa, abusivo ricorso al credito e autoriciclaggio.

Gli indagati sono 16. Tra questi, l'ex direttore Fabiano Dalla Sega, l'ex consigliere Renato Dalpalù, l'ex presidente Franco Bettega ed Enrico Cozzio, capo della Divisione vigilanza di Fedcoop.

Le accuse, che naturalmente restano da dimostrare, ruotano in particolare attorno a tre episodi contestati di presunta distrazione e la posizione più delicata è quella di Dalla Sega.

Il primo episodio contestato dalla procura riguarda un'operazione immobiliare molto vantaggiosa per Dalla Sega e famiglia, pare non altrettanto per Btd, secondo l'accusa.

Il secondo episodio di presunta distrazione riguarda il solo Dalla Sega che, sempre secondo l'accusa, tra il 2008 e il 2014 eseguiva prelievi dai conti della Btd, movimenti per i quali non risulterebbero giustificativi. Le somme distratte vengono quantificate in 234 mila euro.

Il terzo episodio riguarda la costruzione di un immobile a Mezzano di proprietà del direttore tecnico di Btd.

Sentito dall'Adige, che oggi in edicola propone un'ampia cronaca sulla vicenda, il presidente di Federcoop, Mauro Fezzi, commenta: «Abbiamo fiducia che la magistratura saprà valutare con chiarezza le responsabilità nella vicenda della Btd Servizi Primiero e nello stesso tempo esprimiamo la convinzione che la divisione vigilanza abbia sempre agito con la consueta correttezza e trasparenza».

 

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