Caselli a Trento: targa  per Falcone e Borsellino

«Era una stagione in cui sembrava tutto perduto, invece lavorando tutti insieme, io credo ce l'abbiamo fatta. Con fatica abbiamo rialzato la testa». Così il procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli, ha ricordato oggi a Trento le morti dei colleghi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ai quali in Procura è stata dedicata l'aula della Corte d'appello. «È un'eredità pesante - ha spiegato - che ho cercato di raccogliere subito dopo la loro morte, facendo domanda per diventare procuratore capo a Palermo, per condividere le responsabilità coi colleghi con cui avevo già lavorato». Caselli, presente a Trento anche il 3 giugno al Festival dell'Economia, terrà un incontro questa sera alle 20.30 presso la sala della Cooperazione

giancarlo caselliTRENTO - «Era una stagione in cui sembrava tutto perduto, invece lavorando tutti insieme, io credo ce l'abbiamo fatta. Con fatica abbiamo rialzato la testa». Così il procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli, ha ricordato oggi a Trento le morti dei colleghi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ai quali in Procura è stata dedicata l'aula della Corte d'appello. «È un'eredità pesante - ha spiegato - che ho cercato di raccogliere subito dopo la loro morte, facendo domanda per diventare procuratore capo a Palermo, per condividere le responsabilità coi colleghi con cui avevo già lavorato».

E dopo avere scoperto la targa in memoria dei due magistrati insieme al presidente della Corte d'appello di Trento, Francesco Abate, Caselli ha tenuto una lezione di fronte a circa 200 ragazzi delle scuole medie e superiori del Trentino. «Per spiegare loro - ha sottolineato - il significato per il nostro Paese delle esperienze di falcone e Borsellino, come il metodo Falcone fosse vincente per il contrasto alla criminalità organizzata, i grandi successi e le grandi difficoltà incontrate già prima delle stragi». «Voglio dire ai ragazzi - ha aggiunto - della grande statura professionale e morale di Falcone e Borsellino, della tragicissima dimensione delle stragi di mafia, a cui andarono incontro senza mai arretrare di un centimetro». A volere la targa scoperta oggi è stata l'Associazione nazionale magistrati del Trentino Alto Adige, presieduta da Pasquale Profiti, presente alla cerimonia, insieme al presidente del Consiglio dell'ordine degli avvocati locale, Patrizia Corona.
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