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Centrodestra: non partiamo sconfitti

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L’editoriale del direttore Faustini, ci fa riflettere: nell’orizzonte ivi tracciato mi muoverò, per provare a dire qualcosa che non deve sfuggire ai lettori trentini.
La prima cosa è che non dobbiamo perdere il senso della realtà.

Esiste una realtà, indipendente dagli schemi, dalle credenze e dalle parole usate per rappresentarla.

Ci sono fatti, che voglio ripercorrere. Alcuni mesi fa, i rappresentati politici del centro destra autonomista si sono impegnati in un progetto, condividendo un ideale di cambiamento per l’amministrazione della città di Trento. Essere uniti significa rinunciare al candidato di bandiera o al candidato-pedina e ragionare in funzione di uno scopo che ha come unico fine il bene della città. Subito, dopo la deliberazione al tavolo, Silvano Grisenti si è dissociato e, alla strada dell’unità, ha preferito la “sua” candidata. Lo scenario post-covid (con tutte le prospettive di rilancio economico-sociale connesse) ha svelato la riserva mentale di adesione al progetto da parte di Claudio Cia, che ha preferito come candidato Marcello Carli, impresario, cresciuto nella Democrazia cristiana. Le due scelte sono mosse di personalismo politico. Tutto ciò ha rafforzato l’alleanza del centro destra autonomista che, contrariamente a tutti quelli che vogliono ridurne la rappresentatività, si compone di: Autonomisti Popolari, La Civica, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, e altre rappresentanze civiche.
Un altro dato di fatto, che viene menzionato nell’editoriale, è che il sindaco uscente Alessandro Andreatta abbia abdicato alla sua immagine pubblica lasciando ampio spazio al nuovo candidato della sinistra, che risulta così strettamente inserito nel sistema attuale da apparire già eletto.

Così, l’editoriale conclude consegnando al lettore l’idea che Franco Ianeselli, il sociologo ateo ex segretario della Cgil, rappresentativo delle forze unite del centro-sinistra, ha già vinto la competizione elettorale ed è già sindaco di Trento.

Ora, è vero che ci siamo abituati a vivere governati da chi non abbiamo votato, ma i cittadini di Trento potranno votare. Spetta a loro la scelta di chi sarà sindaco. I cittadini di Trento meritano di essere correttamente informati e non disincentivati al voto (come se fosse inutile). I cittadini non devono essere sfiduciati ma invogliati a partecipare attivamente perché queste elezioni consentono un vero cambiamento.
Io non sono un politico, sono un professionista che si è costruito da zero, studiando e lavorando con dedizione e onestà. In questi tempi ho conosciuto il lato ‘oscuro’ della politica, ma credo in una politica alta, fatta di confronto per il bene comune, per liberare la città dalla logica di ottenere qualcosa solo se si conosce qualcuno.
Mi dicono che non parlo il “politichese”: le parole non sono mai da sole ma sono sempre parte di pratiche complesse. Finché non cambiano le pratiche, non cambiano neanche le parole.

Trento può cambiare: informatevi (anche sui social), formatevi un’opinione personale, non lasciatevi trasportare e, liberi, andate ad esprimere il vostro volere nel segreto dell’urna.

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