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Anche senza voto l’impegno continua

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Fine marzo. Sono i giorni in cui avremmo dovuto depositare le liste per le elezioni comunali. I giorni in cui mostrare alla città i nomi e i volti delle persone disponibili a servire il Municipio e la comunità. I giorni in cui iniziare a raccontare l’idea di città attorno alla quale l’alleanza SìAmoTrento è nata e il programma da realizzare.

Le cose sono andate diversamente, e ci sarà un altro giorno dove quel capitolo potrà ricominciare.

Oggi è comunque il tempo, per molte delle persone che avreste trovato in quelle liste, di dimostrare il proprio impegno per la città. Le telefonate, i messaggi sui social che avevamo pensato di utilizzare per comunicare le nostre opinioni politiche e i nostri progetti - ed anche, perché no, per contrastare ed obiettare a quelli degli altri candidati - sono stati invece gli strumenti attraverso i quali trasformarci, ognuno nel proprio piccolo, in “operatori civili”. Cercando di contribuire con una foto, una parola o un volantino, al bene della nostra comunità. Ci siamo fatti volano - ciascuno per il proprio ruolo - delle prescrizioni decise dalle autorità, dei moduli necessari per muoverci, della consegna di cibo o farmaci a domicilio, degli appuntamenti per corali canzoni dai balconi, per applausi al personale medico e alle forze dell’ordine, per fare divertenti ed improbabili ginnastiche a distanza. Il risultato è che ci sentiamo più uniti. Mi piacerebbe che questo sentimento rimanesse forte il giorno in cui torneremo alla normalità. Non per nasconderci tutti in un incolore “va tutto bene”, ma per riuscire ad allontanare da noi un po’ di quella rabbia e di quel rancore che, anche in Trentino, si sono instillati dentro e dietro le opinioni, le forze politiche, le visioni e le scelte da fare ogni giorno.

Così, anche se oggi non è più il giorno per presentarvi tutte le persone che hanno deciso di partecipare al nostro impegno per il futuro della città, ho pensato fosse una buona occasione per ribadire questi pochi pensieri. Per ricordarmi, e ricordare, che la nostra comunità ha già dato in passato prova della propria tempra e del proprio cuore, della capacità anche di scegliere il proprio futuro in modo radicale, ma senza poi agire, verso nessuno, in maniera estremista. Per dirmi, e per dirvi, che anche questa brutta esperienza dovrà essere analizzata alla ricerca degli errori commessi e delle procedure che non hanno funzionato. Ma non per appiccicare la colpa di qualcosa a qualcuno, bensì per cambiare ciò che va cambiato, e per prendere strade diverse.

Per la nostra città, questo significherà capire come fare tutto il possibile per tutelare le famiglie e il lavoro. Non solo pensando a come sostenere il reddito delle persone, a cominciare dai nuclei familiari più fragili, ma anche - con altrettanta urgenza - sostenendo l’offerta. Perché se c’è oggi una sfida che tutti assieme dobbiamo vincere, è quella del ritorno alla vita e della riapertura. Riapertura dei negozi, delle botteghe artigiane, dei bar e delle piccole aziende che hanno chiuso le loro serrande in nome della salute pubblica e che devono poterle riaprire appena verrà loro concesso di farlo. Per questo serviranno politiche a livello europeo, nazionale e provinciale. Ma servirà anche l’intraprendenza del Comune, la voglia di avviare rapidamente investimenti straordinari sulla città, e idee ben chiare sulle priorità, affinché gli effetti di questa emergenza possano servire a dare fin da subito slancio ai progetti per disegnare la Trento del futuro.

Immagino quanto sarà bello potersi ritrovare, appena sarà possibile. E quanto sarà importante poter vivere una città più ricca di eventi culturali, di concerti, di feste dove stare assieme. Quanto sarà decisivo poter contare su luoghi fisici in grado di accogliere questi incontri, come nel caso dell’area ex Atesina ai Solteri quale nuovo spazio per la comunità. Penso a quanto sarà importante concentrare gli investimenti necessari per far ripartire l’economia ispirandosi sempre allo “sviluppo sostenibile”, attraverso infrastrutture in grado di migliorare la qualità della vita, come potrà avvenire, ad esempio, ripensando via Brennero e via Bolzano in chiave di trasporto pubblico.

Penso poi che la durezza di queste giornate stia mostrando a tutti che l’idea di una città smart, intelligente e connessa, sia tutto fuorché un’idea astratta: è invece esattamente quello che Trento sta vivendo attraverso il telelavoro, le app, la tecnologia. Ed è anche da un migliore utilizzo della tecnologia - ad esempio nei rapporti tra cittadini e servizi pubblici - che potremo ripartire. Noi di SìAmoTrento ci siamo alleati perché siamo consapevoli che proprio la città, con il suo intreccio di forze globali e di passioni locali, rappresenta oggi un luogo straordinario per costruire un modo nostro di stare al passo con i tempi. Impedendo che questi stravolgano chi siamo e senza delegare ad altri l’idea di cosa dovremo diventare. Verrà il momento di poterlo e di doverlo fare.

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