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La discarica di Sardagna

per il rilancio del Bondone

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A Palazzo Thun, il Consiglio Comunale ha ufficializzato la necessità di “rilanciare” il Monte Bondone. A Villazzano nella cornice di Villa de Mersi, la giunta comunale e quella provinciale hanno concordemente affermato che Trento Alta e i laghi vanno valorizzati.

Oltre che pubblicizzati, goduti da cittadini e turisti quale patrimonio collettivo da difendere e migliorare.
Mentre tutto questo accadeva, e francamente è da un secolo che Trento insegue il miraggio del Bondone, si apprendeva - in vero in sordina - che si accarezza l’ipotesi di riattivare la discarica di Sardagna, cioè l’ex cava dell’Italcementi dove dovrebbero arrivare da molte parti d’Italia, rottami inerti. Si parla di ottantamila tonnellate annue per 17 anni da gettare nel cratere e destinate a restarvi per i secoli venturi come regalo per le generazioni di trentini che verranno e che, forse, non saranno molto contente dell’eredità lasciata dai loro bisnonni e trisavoli. Tutto risale agli albori degli anni Novanta quando con l’edilizia che galoppava, c’era la disponibilità di molto materiale di scarto da gettare nelle discariche. Si cominciò dal Bondone. Tutto s’inceppò il 19 gennaio del 2009 con il sequestro della discarica per reati individuati dalla magistratura ma, sia ben chiaro, non imputabili ai titolari dell’attività. Adesso pare si parli, il condizionale è d’obbligo, di raccogliere in molte parti d’Italia una quantità di rifiuti inerti. Saranno solo calcinacci e rottami prodotti dai cantieri edili? O ci saranno altri ingombri da smaltire? Sarà proprio necessario portarli a Sardagna? E con quali mezzi di trasporto? E per arroccarli, portarli su al cratere lasciato dall’Italcementi che da lì ricavava il materiale per il cemento macinato e insaccato a Piedicastello, sarà necessaria una teleferica? Così mentre si parla con enfasi di funivia, magari nel futuro della città sbucherà una teleferica. Sarebbe una bella beffa.
Una buona parte della gente di Sardagna e di Piedicastello vuole bloccare la riapertura della discarica; il presidente della Circoscrizione Alberto Pedrotti, da tempo alle prese con la vicenda infinita del fu Hotel Panorama voluto negli anni Sessanta dal sindaco Nilo Piccoli, ha elaborato un documento molto chiaro già inviato ai personaggi della politica trentina, un appello per scongiurare che quel “rilancio” del Bondone in primo piano fra i molti sogni nel capace cassetto del Trentino, cominci con una pattumiera. Di inerti, certo, ma sempre pattumiera.

 

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