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Ucciso il sindaco dell’accoglienza

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Era un sindaco molto popolare e simbolo dell’accoglienza Pawel Adamowicz, assassinato nella sua Danzica che lo aveva eletto per la quinta volta. Era un sindaco giusto e mite. E coraggioso. Un sindaco che non aveva paura a contrapporsi all’estremismo razzista, xenofobo, antisemita, anti Europa del capo di governo polacco Morawiecki. È stato ucciso, prima che dal suo assassino, dalla campagna di violente parole di odio partite dall’alto e poi dilagate senza freno. «La violenza fisica è di solito preceduta da quella verbale. Se il linguaggio delle élite viola i limiti si genera sempre più violenza» aveva detto Pawel Adamowicz (lo ha ricordato Monica Perosino su «La Stampa» di ieri). Conosciamo anche noi in Italia le parole di odio che partono dall’alto e dilagano senza freno.

Ci inchiniamo di fronte all’uomo giusto e innocente ucciso per ideali di umanità.

Speriamo almeno che questo terribile assassinio faccia riflettere quelli che sono stati accecati dalla propaganda di odio contro i migranti che avvelena anche il nostro paese e trasforma tante persone semplici in complici dei violenti.

La propaganda rende violenti, ma rende anche ciechi. Incapaci di vedere come stanno davvero le cose. Presi in giro dai politici che nascondono la verità. Perché c’è una verità inconfutabile che troppo poco si ricorda: i governi che più spargono odio contro l’Unione Europea sono quelli che ricevono più soldi dall’Unione Europea. Ne ricevono molti di più di quanti ne versano. La Polonia è il paese che più sta traendo beneficio dall’Unione Europea. Nel 2017, ci ricordano i dati ufficiali Ue, la Polonia ha ricevuto più soldi di tutti gli altri paesi europei, 11 miliardi e 921 milioni di euro, e ne ha versati 3 miliardi e 48 milioni.

Anche l’Ungheria di Orbàn, altro premier razzista, xenofobo, anti Europa «vola grazie ai fondi europei», per usare il titolo di un articolo di Riccardo Sorrentino sul «Sole 24ore» del 28 agosto scorso. L’Ungheria nel 2017 ha ricevuto dall’Unione Europea 4 miliardi e 91 milioni di euro e ne ha versati 820,8 milioni. Il notevole sviluppo economico in corso di Polonia e Ungheria è stato finanziato dal bilancio dell’Unione Europea. Sovranisti («a casa nostra comandiamo noi») quando c’è da accogliere la propria parte di migranti, europeisti quando c’è da incassare soldi. Tanti soldi, degli altri. Solo diritti, niente doveri.

Questi sono i paesi amici dell’attuale governo italiano, del vice-premier leghista Salvini, in particolare. Il quale (sembra davvero una commedia se non fosse una tragedia), continua a dire, mentre chiude i porti e lascia in mare le navi con i rifugiati, che l’Italia ha già dato, che gli altri paesi devono fare la loro parte, che l’Europa fa schifo. Ma sono proprio Ungheria e Polonia a fare schifo, i sovranisti, i suoi paesi amici, non una generica Europa. Sono loro che non fanno la loro parte, che non hanno accolto nessun rifugiato dei 120 mila previsti, di cui 28 mila dall’Italia, dal piano europeo di ricollocamento del 2015 varato dal Consiglio dell’Unione Europea e da loro sottoscritto. Ma solo 13.989 sono stati ricollocati, perché mentre ci sono paesi che hanno fatto la loro parte (Finlandia, Germania, Olanda, Svezia…), alcuni invece non hanno rispettato l’accordo. La Polonia aveva accettato di accogliere 2.182 migranti, l’Ungheria 556. Un piccolo numero, ma non ne hanno accolto nessuno. Zero. I miliardi di euro dall’Europa, quelli sì li hanno presi, non quel pugno di profughi. Solo diritti, niente doveri: questa è l’Europa che piace ai sovranisti. Ungheria e Polonia avevano firmato quel piano di ricollocamento, insieme alla dichiarazione che era necessario «fondare la risposta alle tragedie  nel Mediterraneo sul principio di solidarietà e di equa ripartizione della responsabilità».

Lunedì il capo del governo italiano Conte incontrando il commissario Ue Avramopoulos ha detto che l’Italia pretende reciprocità sui migranti e che l’Europa rischia di crollare senza una via condivisa. E il ministro Salvini: «Ho messo in mano ad Avramopoulos un elenco di 670 persone già ricollocabili dall’Italia da oggi pomeriggio». Una commedia senza fine e senza pudore. Salvini telefoni ai suoi amici sovranisti, farebbe prima. Sono proprio i paesi sovranisti, come l’Ungheria e la Polonia, i primi che non rispettano i patti, che rifiutano la corresponsabilità nell’accoglienza dopo averla sottoscritta, che mettono a repentaglio l’Europa pur traendo dall’Europa enormi vantaggi economici. La propaganda del sovranismo è una farsa, ma è anche sempre più una tragedia. Come ci ricorda l’assassinio del sindaco di Danzica, uomo coraggioso e giusto.

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