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Conosco molto bene la paura del rifiuto

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In qualità di essere umano adulto, quando posso, mi sento obbligato di aiutare le nuove generazioni. Un po’ come la mamma pesce che guarda le sue uova appena deposte, le controlla vigile, giorno dopo giorno, non lascia mai la sua postazione, nemmeno per andare in bagno, finché le sue piccole uova si schiudono e ne escono dei minuscoli pesciolini, e a quel punto, alla fine, se li mangia. «Sarà la mamma ma è pur sempre un pesce». È una piccola perla di saggezza che vorrei trasmettere a tutte le uova di pesce che leggono questa rubrica.

Ma oggi vorrei parlare di un argomento che mi è stato suggerito da Kevin, il figlio di amici, che mi ha detto di avere un problema con una ragazzina a scuola. Lui vorrebbe chiederle di uscire ma ha paura del rifiuto. Gli ho subito detto «Erik, hai fatto la domanda alla persona giusta!» «Kevin!» «Eh?» «Mi chiamo Kevin!» «Sì come preferisci Kevin, hai fatto la domanda alla persona giusta!». Perché quand’ero ragazzino ho pensato molto a come risolvere questo problema. Durante i cinque anni delle medie, il mio tempo era diviso così: Studio 2%. Brufoli 16%. Pensare a come chiedere alle ragazze di uscire, 82%. Il modo migliore di chiedere a qualcuno se vuole uscire è andare diretti al dunque «allora, esci con me o cosa?». Io però non l’ho mai fatto. Sapevo, come Kevin sa, che c’era la possibilità di un rifiuto, e questo non avrebbe lasciato in me nessuna scelta praticabile se non abbandonare la scuola per sempre e fuggire sul Bondone per diventare un eremita che si nutre della corteccia degli alberi. E il mio unico compagno di vita sarebbe stato Alvin Superstar. «Hey brufoloso!» mi avrebbe gridato lanciandomi delle ghiande «Tu vorresti un appuntamento? Ahahahah!».

Per questo, il modo di operare dev’essere quello di un sottomarino nucleare: scivolare silenziosamente sotto la superfice dell’oceano, affinché l’obiettivo vero non sospetti che il sottomarino si sta avvicinando a lei per chiederle di uscire.

L’unico problema della tecnica del sottomarino è che è difficile uscire con una persona a cui non l’hai mai chiesto. Lei: Ciao. Tu: Ciao. Lei: In caso avessi pensato di chiedermi se volevo uscire con te la risposta è no. Alvin Superstar: «Ahahahah!».

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