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Greta e il volto giovane del mondo

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Quando sorride un bambino è già primavera. E la primavera è già in chi ama il creato. Guardando con immensa ammirazione allo «sciopero verde», la manifestazione internazionale Global Strike For Future, ideata dai nostri ragazzi, ho percepito che il bene ha respiro mondiale. La mobilitazione che si è tenuta in tanti Paesi ha coinvolto il volto giovane del mondo stesso, la sua speranza, il suo bisogno di futuro. Il movimento colpisce perché è sgorgato dalla sensibilità coraggiosa di Greta Thunberg.

La 15enne svedese, con i suoi occhi vispi, la ricordiamo mentre protestava davanti al parlamento di Stoccolma, esortando i potenti del mondo a fermare il disastro climatico. Da un scintilla è nata oggi una battaglia globale, senza precedenti. Nel suo discorso ai potenti della terra la denuncia che è circolata da Nord a Sud per il mondo è questa: «È la sofferenza di molti a garantire il benessere a pochi». Gli adulti devono arrossire e prendere atto dell’abuso commesso e che sta già rubando a loro il futuro. Quello di poter abitare la terra a pieni polmoni. In tutta la sua bellezza. Le piazze del mondo si sono riempite a fianco di Greta in difesa del creato, per dire basta agli inquinamenti, esortando a prendere provvedimenti sul cambiamento climatico.

Mi ha commosso uno dei cartelli colorati con sopra questa scritta: «Questo è l’unico mondo che abbiamo e ce ne prendiamo cura!». Nello sciopero scolastico io vedo profezia, cuore che batte per il futuro. Proprio come enunciava il grande teologo incompreso del ’900, il gesuita Teilhard de Chardin: «Vale la pena di esser trovato soltanto ciò che ancora non è mai esistito. La sola scoperta degna del nostro sforzo è costruire l’Avvenire». Perché questo? Perché per Teilhard «il sole sorge in avanti…». Per ribadire che «il futuro continua a visitarci e ad attraversarci». Ecco l’importanza di aprirsi al futuro, di seminare futuro, di costruirlo come pellegrini, che, nel proprio viaggio, si nutrono del nuovo, nella forma di riscatto, come chiedono questi nostri ragazzi. Torno ancora alle parole di Teilhard e ne traggo ardente insegnamento: «Il progresso dell’universo, specie dell’Universo Umano, non fa concorrenza a Dio, nè rappresenta un vano sperpero delle energie che gli dobbiamo riferire. Quanto più l’uomo sarà grande, l’Umanità unita, cosciente e padrona della sua forza, tanto più la Creazione sarà bella, l’adorazione perfetta, tanto più il Cristo troverà, per le sue espansioni mistiche, un Corpo degno di risurrezione. In effetti, l’Eucaristia è di per sé un atto di amore cosmico». Riflettiamo su questo. Magari a scuola. Rientrando dallo sciopero. Integrando nei percorsi di educazione alla sostenibilità proprio la lettura della Laudato Sii.

Colgo quest’occasione per ringraziare il dottor Pierangelo Giovanetti, direttore dell’Adige, che ha lasciato il suo incarico, per motivi esterni. È con lui e sotto la sua cura che abbiamo iniziato ed accompagnato, settimana per settimana, lungo diversi anni, questi messaggi, che giungono nel vostro cuore, partendo dal mio cuore, con occhi aperti al futuro. I nostri! Preoccupazioni comuni quelle che scorgo nella sua lettera di commiato! L’augurio che esprimo è proprio quello che, lavorando insieme, possiamo avere comunque uno sguardo sempre lucido sulla realtà contemporanea. Il sole, infatti, sorge sempre in avanti!

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