Energia / La partita

Concessioni idroelettriche, Conzatti all’attacco: “A Palazzo Chigi ho portato la posizione del Trentino Alto Adige, la Lega quella pro-gara”

In scadenza è quindi circa l'82% della produzione di energia elettrica trentina per un fatturato attuale di circa 240 milioni di euro annui

È iniziato a livello nazionale il confronto sul futuro delle grandi concessioni idroelettriche. Nel Ddl concorrenza si prevede la modifica della norma che elimina la proroga o il rinnovo automatico delle attuali concessioni. A ciò si aggiunge un differenziato regime di scadenza tra le concessioni di grandi derivazioni idroelettriche delle Province di Trento e Bolzano rispetto alle altre presenti sul restante territorio nazionale. 

“C’è bisogno di salvaguardare le specificità dell'autonomia - dice la senatrice di Italia Viva Donatella Conzatti, reduce da un incontro di maggioranza a Palazzo Chigi -. Spiace constatare come il solo rappresentante della Lega abbia chiesto la messa a gara”.

Cosa implica la modifica della norma che elimina la proroga o il rinnovo automatico delle attuali concessioni?

Significa molto per il Trentino, perché è un cambiamento che coinvolge direttamente Dolomiti Energia. Parliamo di una realtà che nel settore delle grandi derivazioni idroelettriche rappresenta il quarto operatore nazionale quanto a produzione (TWh) e il terzo in quanto a capacità installata.

Il Trentino e Dolomiti Energia cosa rischiano?

Tale modifica normativa porta alla nostra attenzione sia il tema delle gare per la assegnazione delle grandi concessioni idroelettriche sia quello della lettura coordinata tra la normativa nazionale con quella dell'articolo 13 dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige. L’idroelettrico è un tema complesso dal punto di vista giuridico, industriale ma soprattutto territoriale e di salvaguardia delle specificità dell'autonomia.

Giovedì si è svolta una riunione a Palazzo Chigi che ha anticipato il termine di deposito degli emendamenti sul Ddl concorrenza. Come è andata?

Si è discusso preliminarmente della normativa europea e quindi della procedura di infrazione eurounitaria che aveva censurato parte della disciplina perché non favoriva l’indizione di procedure di selezione trasparenti, imparziali e tempestive per l’aggiudicazione di concessioni di grandi derivazioni idroelettriche e riconosceva eccessivi vantaggi al concessionario uscente. L'infrazione è stata chiusa il 23 settembre 2021 con l'impegno dell'Italia a modificare la propria normativa.

Quindi il Ddl concorrenza corregge la disciplina nazionale nelle parti oggetto di contestazione europea?

Esattamente. Si introduce anche il modello competitivo del partenariato pubblico privato, il medesimo che abbiamo ottenuto per il rinnovo della concessione A22. Il tutto tenendo presente la competenza legislativa esclusiva statale in materia di concorrenza che devono necessariamente rispettare anche le Province autonome che pur godono di potestà legislativa primaria in materia di assegnazione delle concessioni per grandi derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico in base all’articolo 13 dello Statuto d'autonomia.

Se le Province autonome godono di potestà legislativa primaria in materia di assegnazione delle concessioni per grandi derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico, perché c’è bisogno di salvaguardare le specificità dell'autonomia?

Come ho già detto a livello normativo sussiste un differenziato regime di scadenza tra le concessioni di grandi derivazioni idroelettriche presenti qui - per le quali lo Statuto di autonomia prevede il termine del 31 dicembre 2023 - rispetto a quelle del resto d’Italia, il cui termine di scadenza è invece stato prorogato. Ho fatto a tal proposito delle richieste.

Quali?

Bisogna allineare le scadenze delle gare di assegnazione per garantire parità di condizioni su tutto il territorio nazionale. È evidente come il celebrare le gare delle sole derivazioni idroelettriche delle nostre Province in via anticipata le esporrebbe ad una asimmetrica competitiva, con il rischio di renderle appetibili per investitori competitivi economicamente. Serve poi la massima prudenza anche in merito alle modalità di svolgimento delle gare”.

La Lega però ha chiesto la gara.

Il suo rappresentante a Palazzo Chigi ha chiesto la messa a gara. Spiace che Fugatti non gli abbia chiesto di spendersi per il Trentino. Costante è invece il confronto con l’assessore Mario Tonina”.

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