Un’idea disarmante: in un libro la storia del Forum per la Pace

di Patrizia Niccolini

"Abbiamo bisogno dell'impegno di tutti per la pace contro ogni guerra e contro ogni violenza, a sostegno dei diritti di tutte le creature viventi e di tutte le minoranze". Mentre alle porte dell'Europa si è riacutizzata la crisi tra Russia e Ucraina e le tensioni internazionali chiamano la cultura della pace alla mobilitazione per scongiurare il rischio di una guerra - e Trento ha prontamente risposto con la veglia promossa dal Vescovo Lauro in Duomo e con il presidio organizzato il 19 febbraio dal Forum trentino per la pace e i diritti umani e altre realtà territoriali in piazza S.Maria Maggiore -, le parole del XIV Dalai Lama tratte dall'introduzione di "Un'idea disarmante" (People, pp.240, 2021) sono un appello alla responsabilità che risuona più che mai attuale.

Il volume, a cura di Marta Villa, docente di Antropologia culturale all'Università di Trento, con Prefazione del filosofo di origini trentine Giuliano Pontara, tra i massimi studiosi della nonviolenza, e nota del presidente del Consiglio provinciale di Trento Walter Kaswalder, è stato realizzato per il Trentennale di attività del Forumpace, costituito con Legge provinciale (n.11, 10 giugno 1991), e ne ripercorre la storia attraverso le voci di 50 autori.

Riunito in assemblea nel pomeriggio di venerdì 18 febbraio nella sala conferenze della Fondazione Caritro, a Trento, il Forumpace ha poi offerto alla cittadinanza una doppia occasione di riflessione: la prima presentazione pubblica del libro-racconto collettivo dei suoi 30 anni di storia - in sala erano presenti alcuni dei presidenti e vice-presidenti: Roberto Pinter, Vincenzo Barba, Lucia Coppola -, e, in serata, al Teatro Portland, lo spettacolo della compagnia Kepler-452 "Gli altri. Indagine sui nuovissimi mostri", dedicato ai discorsi d'odio online, emergenza rispetto alla quale il Forumpace sta realizzando un report annuale sul fenomeno in Trentino, in collaborazione con il Centro per la Cooperazione Internazionale.

Composto di tre parti, il volume non è una raccolta di atti per celebrare l'importante anniversario, ha evidenziato il presidente Massimiliano Pilati, ma uno strumento, anche didattico, che si pone in dialogo tra passato e presente, lanciando uno sguardo al futuro e mettendo in relazione giovani generazioni con donne e uomini costruttori di pace, testimonianze come quella di Mao Valpiana, presidente nazionale del Movimento nonviolento, e citazioni di autori, canzoni, film, poesie poste all'inizio di ogni capitolo. Una scelta sposata dalla casa editrice People che, ha spiegato il co-fondatore Stefano Catone, pubblica testi di esperienze e saggistica con intento divulgativo su temi di attualità".

Poi, moderate dal direttore di Vita Trentina Diego Andreatta - "più che una copertina, Mauro Biani ha realizzato un manifesto per un libro dal titolo folgorante e solido impianto" -, Ester Gallo, delegata del Rettore alla Solidarietà accademica e internazionale UniTn e la curatrice Marta Villa, entrambe antropologhe, hanno evidenziato la scelta dell'approccio etnografico e tre "fili rossi": la dimensione del dialogo generazionale, il patrimonio culturale del Forumpace come eredità e il valore pedagogico del testo. "La terza parte è la più critica - ha commentato Villa -: i giovani ci hanno lasciato riflessioni intime su tanti temi, mentre nella prima e nella seconda ci sono numerose voci, a testimoniare che pace e libertà si fanno solo se si partecipa. Intervistando presidenti e vice-presidenti, da remoto a causa della pandemia, sono emersi ricordi mai messi per iscritto: un patrimonio immateriale di esperienze fissato dalla narrazione etnografica, consentendo il racconto emozionale di quello che è stato un unicum in tutta Italia. I giovani ci dicono che bisogna combattere anche le battaglie degli altri, e questo libro può servire come sussidio didattico per una pedagogia progressista".

Al libro è poi legato il progetto "Dalla A alla Z. L'alfabeto del Forum trentino per la pace e i diritti umani", tradotto in un libricino che unisce le interpretazioni di 21 parole scritte da testimoni e persone connesse al Forum con quelle di studenti e studentesse dei Licei "G. Galilei", alcuni dei quali presenti in sala con la professoressa Francesca Paternolli, "L. Da Vinci", "G. Prati" e "A. Rosmini" di Trento.

In conclusione è intervenuta la Sovrintendente scolastica Viviana Sbardella - "stiamo avviando una collaborazione con il Forum per portare nelle scuole le tematiche della pace nell'ambito dell'educazione civica e alla cittadinanza" -, mentre Roberto Pinter ha espresso un'autocritica, osservando che "la contaminazione tra Associazioni (circa 185, ndr) e Istituzioni affinché queste sentissero come proprio compito l'educazione alla pace non si è totalmente realizzata". Rimane tuttavia la volontà, indicata da Vincenzo Barba, di continuare a porsi come "soggetto attivo che incarna la diplomazia popolare" anche per chi non riesce a esserlo.

comments powered by Disqus