Letture per non... perdersi in casa: torna la nostra e vostra carrellata

Letture per non... perdersi in casa: torna la nostra e vostra carrellata

di Leonardo Pontalti

Non è certo in un bosco, o in una nuova città che ci si può (anzi, non si deve!) perdere in questi giorni.

Ma proprio per la necessità della maggior parte di noi di non muoversi, anche in casa ci si può smarrire. Tra le tante cose che si possono fare - senza lamentarsi troppo, pensando a quanto sia vitale questo sforzo, per tutti - leggere è senza dubbio una delle attività che aiutano, in questo senso, a mantenere o ritrovare la rotta.

Tutte queste metafore non sono casuali, dato che oggi a raccontarci e mostrarci con il suo selfie di carta (e ad invitare anche tutti voi a dirci e mostrarci, commentando il post su Facebook, cosa state leggendo) è Michele Furlani, della Viaggeria di Trento. Che è alle prese in questi giorni con "Prima di noi" di Giorgio Fontana (Sellerio, 896 pagine).

Partiamo solitamente da una cosa importante per i lettori accaniti. Il dove si legge. Vista la mole del libro, sarà particolarmente importante nel tuo caso.
«In effetti è un libro avvincente, ma piuttosto lungo. Lo sto leggendo dove leggo solitamente, a letto o sul divano».
 
A che punto sei? Perché l'hai scelto?
«Ne ho lette circa trecento pagine.  L’ho preso perché mi è stato consigliato da un amico e collega libraio.
Spesso non si considera che, anche per noi che facciamo questo mestiere, ci sia il piacere di entrare in una libreria e scorrere gli scaffali, ascoltare i consigli di chi la gestisce, godere del momento, ogni tanto, di vivere a ruoli invertiti. Quando posso, lo faccio. E così è stato per questo “Prima di noi”, consigliatomi da Giorgio di Arcadia a Rovereto che ringrazio».
 
Raccontaci un po' del "tuo" libro.
«Racconta le vite di quattro generazioni di una famiglia del nord Italia, i Sartori, dalla prima guerra mondiale fino ai nostri giorni.
Ma è, soprattutto, il racconto di come, troppo spesso, la vita difficile dei padri si trasmetta come fardello pesante sui figli, con la speranza, comunque, di riuscire ad invertire la rotta di un eredità tanto faticosa. E il tutto avviene sullo sfondo dell’ultimo secolo di storia di questo nostro meraviglioso paese. Un libro splendido, scorrevole e appassionante, nel quale ci si immerge da subito e a fatica ci si separa. 
».
 
Regalaci un passo che ti ha particolarmente colpito.
«Cosa significa ricevere in dono un migliore amico? Davvero saremo degni di una simile presenza, capace contro ogni previsione di parlare la nostra lingua privata, la lingua dei segreti più reconditi, che prima ruminavamo da soli celandola agli altri, temendo che la annientassero?»
 
Hai già scelto il prossimo libro, quando finirai "Il cane e il filosofo"?
«Vorrei leggere “Fratelli”, di Simone Marcuzzi».
 
comments powered by Disqus