La tragedia

Crans Montana, le 171 telefonate choc. Indagine congiunta Italia-Svizzera

Dopo la tragedia del Constellation, costata la vita a 40 persone, la Procura del Canton Vallese ha concesso l’assistenza giudiziaria al nostro Paese. Agli atti dell’inchiesta anche le chiamate al numero di emergenza 144 che, nella notte di Capodanno, hanno documentato minuto per minuto il dramma e l’attivazione del piano catastrofe

CRANS-MONTANA. Dalle 1.30 della notte di Capodanno un flusso ininterrotto di paura e disperazione si è riversato sul centralino del numero di emergenza sanitario svizzero 144. È l’inizio della tragedia del Constellation, il locale di Crans-Montana devastato da incendio ed esplosione, che ha provocato 40 morti e 116 feriti.
 

Nel giro di poco più di un’ora e mezza sono state 171 le chiamate arrivate alla centrale. Testimoni, vittime terrorizzate e soccorritori sotto shock hanno telefonato senza sosta, fornendo indicazioni fondamentali per comprendere l’entità della catastrofe. Le registrazioni audio di quelle richieste di aiuto fanno ora parte dell’indagine della Procura di Sion.
 

La prima chiamata è giunta pochi secondi prima delle 1.30. «Vorrei che veniste, c’è un’emergenza al Constellation», dice una voce. In quel momento il disastro appare ancora circoscritto, come un normale intervento dei vigili del fuoco. Nel giro di minuti, però, il tono cambia radicalmente. «Per favore, è il Constellation a Crans-Montana, c’è un incendio, ci sono feriti», grida un’altra persona. «Mandate subito i soccorsi, ci sono troppi feriti».
 

Le telefonate continuano fino alle 3 del mattino. Molti interlocutori parlano in modo confuso, travolti dallo shock. «Sono quasi morto, credo di essermi bruciato. Il Constellation è completamente distrutto», racconta un testimone. «Penso che i miei amici siano morti dentro… molte persone stavano per morire». Attraverso la centrale prende forma anche il coordinamento degli interventi. «Sono sull’incendio a Crans-Montana», comunica uno dei primi soccorritori. «Primo bilancio: tre ustionati gravi». Poco dopo arriva un aggiornamento drammatico: «C’è stata un’esplosione, ho quattro vittime decedute e almeno una trentina di feriti». La risposta è immediata: «Attiviamo il piano catastrofe».
 

Con il diffondersi della notizia iniziano anche le telefonate dei familiari in cerca di notizie sui propri cari. «C’è stato un incendio, nostra figlia è coinvolta», dice una madre. Dalla centrale la risposta è netta: «Non posso dirle dove si trovi o se sia lì».
 

Un dramma su cui pesano presunte inadempienze e ritardi. La Procura del Canton Vallese ha ora concesso l’assistenza giudiziaria all’Italia, permettendo ai magistrati di Roma di accedere agli atti. Dopo tensioni diplomatiche e l’apertura di Svizzera a una squadra investigativa comune, l’indagine entra così in una fase decisiva per chiarire responsabilità e cause della tragedia.

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