Dolomiti / La tragedia

Marmolada, avvistati dall'alto dei resti nell'area della valanga

Secondo quanto riferisce l'assessore veneto Bottacin, squadre di soccorritori tornano sul ghiacciaio per le verifiche dopo le ricognizioni effettuate con i droni

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valanga

CANAZEI. Squadre di soccorritori sono state inviate in mattinata nella zona del disastro della Marmolada, per l'avvistamento di alcuni resti sulla colata di ghiaccio e neve.

Lo ha riferito ai giornalisti l'assessore veneto alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin. Le ricerche, ha precisato Bottacin, sono state riavviate dopo che l'ispezione con droni sulla zona ha portato ad individuare "alcuni elementi".

Da quanto si apprende dagli inquirenti sono fino a ora 19 le persone che sono state in qualche modo 'reclamate' come assenti in seguito al disastro in Marmolada e dunque considerate ufficialmente fra i dispersi.

Le vittime accertate restano per ora sei, ma il bilancio dunque potrebbe notevolmente aggravarsi.

Sono ancora in corso accertamenti e verifiche sulle targhe di vetture italiane e straniere ancora nei parcheggi attorno a passo Fedaia.

Intanto, tra le centinaia di commenti sulla tragedia della Marmolada che compaiono in queste ore sui social, c'è anche il racconto di Mirco Zanin, ieri scampato al crollo del seracco.

"Abbiamo visto la scena dalla cima, non ci sono parole", aggiunge sul gruppo Facebook Passione neve & montagna. "Il gestore del rifugio era da giorni che avvisava di evitare causa le alte temperature", aggiunge tra i commenti al post che riferisce del distacco, Mauro Capon.

"Sono anni che discutono del cappotto per la Marmolada - dice ancora Emanuele Bellardini - e questa è la prova di quanto sia ormai una esigenza".

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