Sanità / Il caso

La dottoressa Mereu davanti all’Ordine dei medici: si presenta con due avvocati

Sospesa (con Tateo) dal reparto Ginecologia del Santa Chiara, la dottoressa ha dichiarato per iscritto che non intende rispondere finché non avrà visto gli addebiti e le altre audizioni. L’Ordine: «Scelta irrituale». I suoi legali: "(pre) giudizi, illazioni e/o riferimenti ad asseriti episodi... contribuiscono ad alimentare un processo mediatico"
 

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TRENTO. La dottoressa Liliana Mereu, trasferita dall'Azienda sanitaria per "incompatibilità ambientale" dal reparto di ginecologia del Santa Chiara, lunedì pomeriggio si è presentata in via Zambra, alla sede dell'Ordine dei medici, per l'audizione.

Un confronto, tenuto dal vicepresidente dell'Ordine Guido Cavagnoli, che non è durato molto: accompagnata dai suoi avvocati ha presentato una breve dichiarazione scritta, in cui manifestava l'intenzione di rispondere alle domande solo dopo essere stata messa al corrente delle contestazioni e dopo aver avuto accesso agli atti.

Una scelta - quella di non parlare - che è apparsa del tutto «irrituale»: come evidenziano in via Zambra, «il miglior avvocato dei medici è l'ordine stesso» in quanto con l'audizione si intende raccogliere elementi in merito ad una situazione appresa da segnalazioni esterne (in questo caso dagli organi di stampa, in merito al turn over nel reparto di ginecologia e alle indagini sulla scomparsa della giovane ginecologa Sara Pedri). Sarà ora la commissione, che si riunirà oggi presso l'Ordine, a decidere se archiviare la questione o se procedere con l'apertura di un procedimento disciplinare nei confronti della dottoressa Mereu. La quale è pronta a difendersi in ogni ambito.

«Valuteremo altresì ogni azione necessaria ed opportuna anche in relazione ad eventuali contestazioni formali da parte del Datore di lavoro, dell’Ordine dei Medici di appartenenza della stessa o della Magistratura di cui, al momento, non è pervenuta alcuna notizia o comunicazione» evidenziano i suoi legali, gli avvocati milanesi Laura Tamilia e Franco Rossi Galante.

LA POSIZIONE DI MEREU

I legali della dottoressa, hanno voluto poi puntualizzare la situazione e gli ultimi avvenimenti.
Scriviamo nell’interesse ed a tutela della dottoressa Liliana Mereu la quale, in data odierna, si è presentata davanti all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Trento, dal quale la nostra assistita era stata convocata con il riferito scopo di “avere delucidazioni in merito ai fatti di cronaca inerenti l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia di Trento, ovvero al clima lavorativo presente nel suddetto reparto” presso cui la dottoressa Mereu, in qualità di Dirigente Medico, ha prestato servizio dal marzo 2013 alla data del trasferimento ad altro presidio per asserita “incompatibilità ambientale”, disposto dall’Azienda Sanitaria e comunicato alla dottoressa Mereu in data 10 luglio 2021 via PEC e divulgato a mezzo stampa. La dottoressa Mereu si è volutamente tenuta lontana, sino ad oggi, dall’intenso dibattito mediatico e politico che l’ha messa in correlazione, insieme ad altri, con la dolorosa vicenda della scomparsa della dottoressa Sara Pedri, che presso tale reparto ha brevemente collaborato. Tuttavia, in questi mesi di rispettoso silenzio volto ad attendere – come dovrebbe normalmente avvenire – lo svolgimento delle attività di indagine ed accertamento poste in essere dalle Autorità competenti, la dottoressa Mereu ha appreso quasi quotidianamente dai mass media di dichiarazioni, interventi, comunicati e/o interviste anche di Colleghe e Colleghi che presiedono organismi rappresentativi della categoria di medici cui la nostra assistita appartiene, contenenti (pre) giudizi, illazioni e/o riferimenti ad asseriti episodi che avrebbero determinato il presunto clima del Reparto di Ginecologia ed Ostetricia, attualmente oggetto di esame. Detti soggetti contribuiscono ad alimentare un processo mediatico (nei confronti, in primo luogo, della gestione di un Reparto di eccellenza per la qualità del servizio, ma anche dei professionisti come la dottoressa Mereu che, negli anni e grazie al percorso di studi ed alla precedente formazione specialistica anche presso altre strutture di prestigio, hanno contribuito alla crescita dello stesso, svolgendo quotidianamente il proprio lavoro con grande dedizione, passione e professionalità. A fronte di ciò, nell’attesa di conoscere gli esiti delle indagini e di poter accedere alla documentazione che, sempre per quanto appreso dalla stampa, sarebbe al vaglio dell’Azienda Sanitaria, oltre che degli inquirenti, sarà nostra cura tutelare la reputazione della dottoressa Mereu in ogni sede. Valuteremo altresì ogni azione necessaria ed opportuna anche in relazione ad eventuali contestazioni formali da parte del Datore di lavoro, dell’Ordine dei Medici di appartenenza della stessa o della Magistratura di cui, al momento, non è pervenuta alcuna notizia o comunicazione. La nostra assistita è comunque ed ovviamente a disposizione degli organi preposti qualora la sua collaborazione alle indagini fosse richiesta: ogni speculazione in merito ad ipotetiche responsabilità o addebiti a carico della dottoressa Mereu risulta pertanto dunque ad oggi prematura e priva di qualsivoglia riscontro.

Avv. Laura Tamilia avv. Franco Rossi Galante

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