Crocifisso nelle classi? Bisesti frena: «Solo un consiglio»

Il crocifisso in classe e il presepe in tutte le scuole trentine è solo un auspicio, un invito rivolto dal governatore Fugatti al mondo della scuola. Non ci saranno imposizioni. Lo ha assicurato l’assessore provinciale all’istruzione, Mirko Bisesti, che ieri ha incontrato nella sede del Dipartimento della Conoscenza i 76 dirigenti scolastici.

Nel giorno in cui il Ministro dell’istruzione Marco Bussetti, intervenendo a un’assemblea della federazione delle scuole paritarie, ha rilanciato l’opportunità di riportare i simboli della tradizione cattolica nelle aule, l’assessore trentino non ha voluto calcare la mano e nel suo primo faccia a faccia con i dirigenti ha assicurato loro che l’autonomia degli istituti non verrà toccata. In Veneto la Lega ha stanziato 50mila euro per sostenere le scuole nella realizzazione dei presepi. In Trentino per il momento siamo all’enunciazione di principi e auspici e il tema ieri è stato toccato dall’assessore Bisesti solo in coda alla riunione, due ore di colloquio con i dirigenti servito per conoscersi e mettere sul tavolo le priorità da affrontare.


«La scuola trentina - ha detto Bisesti - deve basarsi sui valori della cultura e del territorio trentino. Serve sapere chi siamo per capire dove vogliamo andare, in un mondo sempre più globalizzato e che per questo richiede una forte consapevolezza identitaria». Dal punto di vista organizzativo l’assessore ha ribadito la volontà di reintrodurre la figura del Sovrintendente scolastico e di intervenire sul sistema del trilinguismo con correttivi che rendano più semplice e efficace il sistema dell’insegnamento di alcune materie in inglese o tedesco.


Bisesti ha anche incoraggiato tutte le iniziative che possano agevolare gli studenti trentini a trascorrere periodi di studio all’estero ma invitando però a selezionare le opportunità affinché contribuiscano realmente alla crescita e alle loro competenze. «Quello che dobbiamo evitare - sostiene - è che questi ragazzi decidano di non tornare perché il Trentino non offre loro le stesse opportunità rispetto ai Paesi esteri che loro hanno scelto nei loro percorsi formativi». Secondo l’assessore solo un Trentino più forte dal punto di vista sociale, culturale ed economico sarà in grado di risultare attrattivo per i migliori talenti delle future generazioni.


I dirigenti da parte loro hanno rivendicato la qualità della scuola trentina toccando però alcune criticità su cui lavorare. Oltre al tema dell’autonomia scolastica il coordinatore dei dirigenti, Paolo Pendenza, ha insistito sulla necessità di semplificare una burocrazia che troppo spesso rallenta e rende difficili le iniziative degli istituti e ha sollecitato una riflessione su come rendere più efficace la didattica. Temi su cui l’assessore ha proposto la creazione di tavoli di lavoro tra insegnanti e Provincia.

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