Indaga sui rifiuti speciali Aggredita cronista di La7

Una giornalista e il suo videomaker aggrediti, in un centro di recupero per rifiuti speciali. La «colpa» della reporter? Aver chiesto delucidazioni sul materiale ferroso depositato all’interno dell’azienda e sulla presenza o meno dei documenti relativi alla traccibilità.

La giornalista è Sara Giudice e stava realizzando un’inchiesta per la trasmissione di La7 «Piazza pulita», condotta da Corrado Formigli.

L’inquietante episodio è accaduto a Roma, in via della Magliana.

Nella puntata di ieri sera la cronista ha illustrato i fatti: un racconto suffragato dalle drammatiche immagini girate dall’abitacolo dell’auto, mentre all’esterno due persone minacciavano pesantemente Sara Giudice e cercavano anche di sottrarle con violenza la videocamera (che alla fine verrà sfasciata).

I due, sempre più minacciosi, mandano in frantumi anche un vetro della vettura, prima che la giornalista riesca ad allontanarsi.

«La cosa più agghiacciante di quella vicenda - ha commentato ieri sera Sara Giudice - è che mentre eravamo scortati dai carabinieri e stavamo uscendo da quella strada, questo signore, in maniera totalmente impunita, faceva delle foto a me e alla targa dell’auto, per continuare a minacciare».

«L'inchiesta sui rifiuti speciali andrà in onda la prossima settimana», ha confermato ieri sera Corrado Formigli.

La vicenda ora è all’attenzione dell’autorità giudiziaria, mentre Sara Giudice riceve numerosi attestati di solidarietà cui si associano i colleghi dell’Adige.

«L’aggressione alla troupe di “Piazza pulita” che si è consumata ieri nel quartiere della Magliana, a Roma, è un’aggressione al diritto dei cittadini ad essere informati e a tutte le giornaliste e i giornalisti che ogni giorno con passione e impegno lavorano per garantire un’informazione libera e completa», affermano, in una nota, il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti.

IL VIDEO DI «PIAZZA PULITA»

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«Quanto è accaduto ieri - proseguono - alla giornalista Sara Giudice e al suo operatore, assaliti in pieno giorno mentre stavano documentando il traffico illegale di rifiuti nella Capitale, è l’ennesimo episodio di quella che è ormai diventata una vera emergenza democratica.

Sono sempre più ampie le zone del Paese dove ai giornalisti viene impedito con la violenza di lavorare e di compiere il proprio dovere. Le attestazioni di solidarietà non bastano più. Le autorità competenti, a cominciare dal governo, devono intervenire con decisione per assicurare il corretto esercizio del diritto di cronaca, perseguendo con fermezza e determinazione tutti coloro che pensano di poter intimidire o fermare i giornalisti facendo uso della violenza».

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Intervene anche l’Ordine nazionale dei giornalisti, che condanna pubblicamente l’aggressione subita da Sara Giudice e dal filmaker della trasmissione Piazzapulita.

«I due cronisti - si legge in una nota dell’Odg - stavano documentando un traffico illecito di rifiuti nel quartiere della Magliana a Roma. La loro auto è stata speronata, i finestrini sfondati e il filmaker picchiato. Si tratta di un atto gravissimo contro chi stava svolgendo il proprio lavoro al servizio dei telespettatori.

L’Ordine nazionale dei giornalisti esprime solidarietà ai due colleghi e non può fare a meno di manifestare la propria preoccupazione per questo prolungato clima di tensione e di ostilità nei confronti della categoria. Un clima che costituisce un ostacolo al diritto dei cittadini ad essere informati correttamente».

Scrive anche il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti: «Quanto abbiamo visto ieri a “Piazza pulita” è gravissimo e indegno di una città civile: la mia solidarietà alla giornalista Sara Giudice e al suo filmaker, violentemente aggrediti in pieno giorno perché sulle tracce di un traffico illecito di rifiuti ferrosi.

Il reato di violenza privata è previsto dal Codice penale e da poco più di un anno lo sono anche gli ecoreati: per questo ho sentito il generale Sergio Pascali del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, già a lavoro per l’ambito della tutela ambientale».

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