Melinda, la sostenibilità ha radici antiche

Oltre 4mila famiglie di soci frutticoltori, 16 cooperative, 400mila tonnellate di mele prodotte ogni anno: ecco, in estrema sintesi, chi è Melinda. Un Consorzio fortemente radicato nel suo territorio, le Valli del Noce (Val di Non e Val di Sole), leader italiano del settore ortofrutta e tra i brand più conosciuti nel mondo grazie alla mela dal “bollino blu”, nota per la sua bontà che nasce nei meleti coltivati secondo una tradizione dalle radici antiche fondata sul rispetto della natura e dell’ambiente.  Tutti i produttori, infatti, utilizzano metodi di coltivazione sostenibili secondo i disciplinari per la Produzione Integrata e Biologica, tradotti in atti concreti per ridurre l’impatto delle attività di ogni fase della filiera.

Brillante esempio sono le Celle Ipogee, impianto unico al mondo, sito nella Miniera di Rio Maggiore, per la frigoconservazione naturale della frutta in ambiente ipogeo (cioè sottoterra) e in condizioni di atmosfera controllata che abbatte le emissioni di CO2 riducendo i consumi di energia elettrica. Oggi, a 300 metri sotto le radici dei meli, Melinda dispone di 34 celle che stivano ben 30mila tonnellate di frutti.

Da oltre 10 anni Melinda sostiene l’agricoltura biologica,  le aree riservate a questa tipologia di coltivazione superano i 300 ettari (obiettivo 500), per una produzione di circa 20mila tonnellate.

La sostenibilità mantiene quindi un ruolo prioritario, e lo dimostra anche l’uso esclusivo di energia proveniente da fonti rinnovabili e il ricorso all’irrigazione a goccia, che riduce gli sprechi di oltre il 30% rispetto a quella a pioggia, oltre all’impiego di imballaggi sempre più ecofriendly e ai progetti di ricerca per confezioni composte dagli scarti della lavorazione industriale delle mele.

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