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Maxiofferta per l'impianto di Borgo

Da Acciaierie Venete 43 milioni

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Mentre si attende la decisione del Tribunale di Trento sulla richiesta di revoca dell’ammissione al concordato preventivo, arriva una maxi offerta di acquisto di entrambi gli stabilimenti della Leali Steel (gruppo Klesch), l’Acciaieria di Borgo e il laminatoio di Odolo, nel bresciano. Secondo il sito specializzato Siderweb, Acciaierie Venete, il gruppo padovano della famiglia Banzato, avrebbe presentato un’offerta non vincolante inscindibile per tutte le attività di Leali Steel. L’offerta sarebbe articolata secondo due modalità e raggiungerebbe, nell’ipotesi massima, la cifra di 43 milioni di euro.

Acciaierie Venete, colosso siderurgico da 1.123 dipendenti e 653 milioni di fatturato, ha ancora in corso la cosiddetta due diligence della Leali Steel, cioè l’analisi dei dati della società che potrebbe acquisire. Da Padova la notizia dell’offerta non viene né confermata né smentita.
Il valore dell’importo proposto varia dal momento che, secondo quanto dichiarato dai legali di Leali Steel nel corso delle udienze in Tribunale a Trento, la bresciana Ori Martin ha presentato una proposta per il solo stabilimento di Odolo che prevede due soluzioni diverse: 39 milioni in caso di acquisto diretto, cifra che scenderebbe a 32 milioni se i responsabili della procedura decidessero di convocare un’asta pubblica.

Sulla fabbrica di Borgo, che occupa 106 lavoratori ora in cassa integrazione straordinaria, è invece arrivata l’offerta di appena 2,5 milioni della romana Mosteel, che vede come investitore, dietro il paravento della Monte Paschi Fiduciaria, l’azienda siciliana di commercializzazione del rottame ferroso Hadid Mediterranean Steel. La proposta di Acciaierie Venete, quindi, supererebbe di 1,5 milioni la somma delle altre due offerte sia nella prima che nella seconda opzione proposta dai concorrenti.

L’esito di queste offerte e il futuro dello stabilimento di Borgo e di 106 famiglie sono però appesi alla decisione del collegio dei giudici, prevista per lunedì. La richiesta di revoca della procedura concordataria fatta dal Tribunale si basa su alcune irregolarità attribuite a Leali Steel durante la procedura, dalla nomina di un nuovo direttore di stabilimento all’esclusiva data in una prima fase ad un solo offerente. L’azienda del gruppo Klesch ha risposto con una serie di memorie difensive.

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