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Picco di funghi

boom di permessi

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Levico: una mostra micologica

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È un’annata decisamente favorevole per la raccolta dei funghi sulle pendici dei monti della Valsugana, con grandi risultati da parte di esperti fungaioli ma anche di turisti che girovagando per i boschi e i prati di Vetriolo e dell’Altopiano di Vezzena, si imbattono in un bottino inaspettato.
Anche fuori provincia, infatti, i boschi della Valsugana sono rinomati per la presenza di numerose specie di funghi che vanno dai più pregiati e gustosi finferli, porcini e chiodini, alle mazze di tamburo e ad altre specie, che da metà luglio a fine settembre tappezzano bosco e sottobosco.

Il picco si sta avendo proprio in questi giorni; «se ne trovano molti di più rispetto alla scorsa settimana» ci ha detto Marco Pasquini, presidente del Gruppo Micologico di Levico intitolato a Bruno Cetto «e sicuramente molto più dello scorso anno che è stato secco e troppo caldo per i funghi». A quanto pare la voce si è sparsa anche fuori provincia, portando nei boschi di Levico una grande quantità di appassionati che hanno richiesto numerosi permessi di raccolta giornalieri, settimanali e mensili, che rappresentano da sempre una grande entrata per il bilancio del Comune; ha fatto eccezione l’anno scorso con un guadagno di 16.993 euro, molto basso rispetto al trend che va dai 30mila ai 40mila euro annui.

«Per avere i dati relativi a quest’anno, però», dice l’assessore comunale all’agricoltura Marco Martinelli, «è ancora troppo presto»; infatti la tanto attesa «stagione dei funghi» è appena cominciata anche se i proprietari delle attività in quota autorizzate a rilasciare i permessi per conto del Comune di Levico su entrambi i versanti hanno già riscontrato un aumento rispetto al 2015, anno sfortunato. Stando a quanto raccontano i titolari dell’albergo «Al Cacciatore» a Vetriolo e del ristorante Rivetta, che si trova sulla strada per raggiungere l’altipiano di Vezzena, «siamo già a più del doppio di permessi rilasciati, in linea con il 2014, annata con un’estate piovosa».

Con una tariffa che va dai 10 euro per la giornata ai 200 per 180 giorni, i funghi rappresentano un’entrata consistente per il Comune e i permessi possono essere rilasciati senza alcun limite di numero a tutti coloro che ne fanno richiesta. «Il controllo avviene dopo», spiega l’assessore Martinelli, «da parte della forestale e dei custodi comunali, che da lunedì sono al lavoro senza sosta» verificando il possesso di permesso di chi va a funghi nei boschi di Levico e non è trentino, la quantità massima di 2 chili al giorno per persona, l’orario di raccolta dalle 7 alle 19 e il trasporto nella tipica cesta. Marco Pasquini ricorda però che andare a funghi non è soltanto un divertimento o l’occasione per fare una passeggiata, ma bisogna anche essere sicuri di quello che si mette nella cesta; se i boschi trentini sono ricchi di varietà buone e commestibili, ce ne sono altrettante di velenose.

«Per questo da quarant’anni (l’associazione ha festeggiato proprio quest’anno il quarantesimo dalla fondazione, ndr) offriamo il servizio gratuito di controllo dei funghi raccolti». Unico punto di riferimento in Valsugana, in questi giorni la sede dei micologi è stata visitata da molti veneti e dai residenti che ancora non si fidano. «Il nostro scopo è promuovere la conoscenza dei funghi e una coscienza ecologica e micologica», conclude Pasquini, ricordando che i prossimi 10 e 11 settembre sarà inaugurata presso la saletta dell’ex Cine Città di Levico la 40esima mostra per osservare da vicino e imparare a riconoscere la verità di funghi dei boschi di Vezzena e Vetriolo.

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