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Ciclabile più sicura

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Altri cinque chilometri di pista riservata esclusivamente ai ciclisti, per evitare l’incrocio coi veicoli leggeri e pesanti: la Provincia la sta progettando per eliminare i problemi ora esistenti nel lungo tratto  promiscuo della ciclabile della Valsugana, che corre sui comuni di Novaledo e Roncegno Terme.
 
Quando, arrivando da Levico, in località Lago Morto la ciclabile si stacca dal Brenta e devia seccamente a destra in direzione di un maso posto sotto le pendici della montagna, inizia il percorso dove la convivenza tra biciclette e mezzi motorizzati diventa problematica: un pezzo che si conclude dopo il passaggio a livello esistente tra via S. Silvestro e via Nazionale laddove, in zona industriale a Marter di Roncegno, ricomincia la ciclabile.
 
In questo tratto posto sul territorio di due comuni, che sfrutta strade comunali, vivono circa 500 persone che si devono muovere in condizioni non sempre sicure, né per i ciclisti né per gli automobilisti.
 
Per questo, nell’opera di graduale completamento di uno dei tracciati cicloturistici più frequentati in assoluto in Europa (la Valsugana, appunto), l’Ufficio infrastrutture ciclopedonali che fa capo al Servizio Opere Stradali e Ferroviarie ha messo in cantiere il progetto per prolungare lungo la destra orografica del fiume Brenta il nastro d’asfalto che porta i ciclisti dal Trentino al Veneto e viceversa. 
 
Il nuovo tratto dovrebbe essere pronto e percorribile per la primavera del 2018: la progettazione non presenta particolari problemi tecnici, se non per alcune centinaia di metri in cui statale 47, ferrovia e strada comunale corrono affiancate a breve distanza, ossia tra via Hueller e il passaggio a livello, nel comune di Roncegno Terme: qui, per ricavare una corsia sicura lungo la strada esistente, dovranno essere espropriati i terreni di giardini privati per circa 1,5-2 metri. Su questo punto, la Provincia si sta confrontando col Comune e a giorni invierà ai proprietari interessati il progetto. 
 
Altri espropri saranno necessari però anche nel comune di Novaledo, perché il Servizio Bacini Montani gestisce in quel tratto un Brenta privo di argini e dunque, per sicurezza e per consentire futuri lavori di sistemazione e regimazione, bisognerà stare lontani dal fiume almeno 4 metri. Il costo presunto della nuova pista, tra opere ed espropri, è stimato per ora in circa 700mila euro.
 
Il sindaco del comune di Novaledo, Diego Margon, commenta positivamente l’iniziativa provinciale: «Significa risolvere un problema: in questi anni sono arrivate molte denunce in Comune da parte di ciclisti che pensavano che il tratto fosse riservato a loro e dunque le auto non potessero percorrerlo. E, proprio a causa di questo malinteso, c’è stato anche qualche incidente sfiorato e qualche caduta, per fortuna di poco conto». 
Intanto, la parte di pista della Valsugana, piuttosto dissestata, che solca il territorio di competenza dell’amministrazione Margon, sarà oggetto di lavori in autunno per la realizzazione di nuove fognature da parte di Stet spa: «Abbiamo ritardato l'inizio delle opere per non interrompere la circolazione durante l’estate. Dopo i lavori, la riasfalteremo coprendo le buche ora esistenti».

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