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Mattarella ricorda De Gasperi

«Autonomia modello per l'Europa»

Leggi il discorso completo del Presidente della Repubblica. Duro richiamo ai politici: «Serve integrità morale, legalità e sobrietà»

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«La nostra Repubblica ha settant'anni. Le sue origini sono basilari per l'identità dell'Italia: nella sua nascita si sono condensati elementi decisivi. La Repubblica è sorta ricomponendo l'unità del Paese e, anche per questo, ha contribuito a ridefinire l'identità nazionale». Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha aperto la sua lectio degasperiana 2016 a Pieve Tesino, in Trentino, dal titolo "70 anni di una Repubblica europea. La visione e il coraggio di Alcide De Gasperi".


Il discorso completo del Presidente della Repubblica



«Dopo il duro ventennio fascista - ha detto Mattarella - e la sciagura della guerra, un'Italia sconfitta riusciva ad entrare a far parte delle nazioni libere e democratiche. Ritrovata la libertà, con la partecipazione al voto di tutti, donne e uomini, si realizzava una piena democrazia, imperniata sul Parlamento».

Pieve Tesino: Mattarella ricorda De Gasperi

Su Alcide De Gasperi

«Non sarebbe stato possibile senza il coraggio e la visione da statista di Alcide De Gasperi che, più delle difficoltà materiali, temeva quelle morali e spirituali di un popolo oppresso, economicamente e socialmente prostrato, dalla sofferta esperienza democratica» ha aggiunto Mattarella.

«Sotto la guida dello statista trentino - ha proseguito - è stata garantita la continuità dello Stato italiano, sancendo contemporaneamente la discontinuità rispetto alla monarchia e al regime fascista e poggiando la nuova costruzione democratica su basi diverse da quelle incerte ereditate dallo Stato liberale. Abbiamo resistito a difesa dell'unità di un Paese che era uscito sconfitto dalla guerra. Basta ricordare che le popolazioni di Trieste e Bolzano non poterono prendere parte al referendum. Si sono riconosciute - ha aggiunto - le aspirazioni all'autonomia di singole Regioni».

Mattarella sull'autonomia

«Anche l'autonomia del Trentino e dell'Alto Adige-Sud Tirol va letta in modo propositivo e nello spirito dell'unità nazionale ed europea» dichiara Mattarella. «De Gasperi - ha aggiunto - era un trentino che aveva vissuto con la sua gente il disagio di essere troppo lontani da tutto, da Vienna e da Roma. Sempre alla ricerca di un difficile equilibrio istituzionale e sociale si battè per dare a questa ricerca il supporto di un'autentica partecipazione democratica alla vita sociale: è stata una visione vincente come dimostrano i risultati che in queste Province sono stati raggiunti in molti campi».

Sull'Unione Europea

«Le preoccupazioni del grande statista restano valide anche oggi, particolarmente riguardo all'Europa. L'unità europea, in un certo senso è sempre un'impresa in salita, dove alle difficoltà e alle visioni anguste si devono contrapporre fattori ideali e politici. Senza una memoria condivisa sulla storia dell'Europa moderna, continente straordinario per innovazioni di ogni genere, ma anche in preda a forti tensioni, non sarà possibile cogliere il valore politico di una unione che va molto al di là delle convenienze minute o particolari. La matrice umanistica dell'Europa non è soltanto di tipo estetico e letterario, ma civile: l'Europa moderna ha nel cuore un'idea fattiva e attiva del bene e del progresso economico e sociale e premia l'accordo tra la concretezza dei bisogni e il riconoscimento di sempre nuovi diritti». 


L'intervento di Ugo Rossi


Sergio Mattarella, è arrivato alle 16.45 a Pieve Tesino, in Trentino, luogo natale di Alcide De Gasperi. Il Presidente della Repubblica ha visitato il Museo Casa De Gasperi, luogo natale dello statista trentino, poi si è diretto nella sala dove si tiene la lectio degasperiana 2016, dal titolo "70 anni di una Repubblica europea. La visione e il coraggio di Alcide De Gasperi".

Davanti al museo, ad accoglierlo, una piccola folla di residenti che l'hanno applaudito e le autorità locali, tra cui il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, con il presidente della Fondazione De Gasperi, Giuseppe Tognon, e la banda sociale di Pieve Tesino a suonare l'Inno d'Italia. 

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