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Maltrattava cavalli, cani e un'oca

multato un ottantenne di Carzano

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Tremila euro di multa. Questa la pena patteggiata ieri mattina davanti alla giudice Greta Mancini da un’ottantenne di Carzano, finito a processo con l’accusa di maltrattamento di animali. Il capo di imputazione a carico dell’anziano allevatore era pesante: avere detenuto tre cavalli, un’oca e tre cani in condizioni crudeli, costringendoli a vivere in mezzo agli escrementi e lasciandoli senza acqua né cibo.

Ma gli animali hanno finalmente trovato chi davvero si prenderà cura di loro: il giudice li ha infatti confiscati e disposto l’assegnazione dei cavalli al Centro ippico Paoli Hotel e dei cani al Parco Canile di Marco di Rovereto. L’oca andrà invece alla Cooperativa La Ruota di Villa Lagarina.

I fatti definiti ieri in Tribunale sarebbero successi il 20 marzo 2013: quel giorno, raccogliendo la denuncia di associazioni animaliste e di un’etologa, gli agenti del Corpo forestale provinciale avevano condotto un sopralluogo presso l’allevamento della Valsugana. Lo spettacolo che si erano trovati di fronte era raccapricciante: animali scheletrici e custoditi in condizioni non compatibili con la loro natura e sottoposti a sevizie e sofferenze. In particolare, secondo l’accusa, a tre cavalli (uno stallone arabo, un mezzosangue arabo e una puledra) non veniva garantita l’alimentazione adeguata, tanto che gli animali apparivano emaciati, con una struttura ossea facilmente visibile, con assenza di tessuto grasso e riduzione della masse muscolari.

Anche un’oca, detenuta in una piccola gabbia, era lasciata senza acqua da bere e cibo. Non sarebbe toccata sorte migliore a tre cani (due rottweiler e uno di razza bovaro) costretti a vivere in una gabbia angusta, in mezzo alle proprie deiezioni. Eloquenti, a tale proposito, sia la documentazione fotografica depositata che la testimonianza di un’esperta in etologia e benessere animale, recatasi più volte presso la struttura.

L’intero ambiente appariva in uno stato di abbandono. Agli animali non sarebbe stata garantita l’alimentazione minima necessaria: sul posto ci sarebbe stata solo una balla di fieno quasi del tutto esaurita e i cavalli non avrebbero avuto nemmeno contenitori per abbeverarsi. Ma sotto accusa è finita anche l’esiguità degli spazi a disposizione degli animali, apparsi stressati oltre che denutriti e quasi apatici, a fronte delle cattive condizioni di salute. Critiche anche le condizioni in cui versava l’oca, costretta a vivere in una piccola gabbia, senza acqua né cibo e peraltro perennemente spaventata dai cani.

Ma anche questi ultimi, secondo l’accusa, vivevano in condizioni pessime, come dimostrava l’odore nauseabondo che proveniva dalla piccola gabbia in cui erano rinchiusi, senza possibilità di correre o muoversi in libertà. Proprio a fronte di questo quadro pesante in aprile, il Corpo forestale provinciale, su ordine del gip Forlenza, aveva provveduto al sequestro preventivo dei tre cavalli, dei cani e dell’oca. Animali che ora, come detto, hanno trovato una nuova sistemazione.

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