Salta al contenuto principale

Telve si è fermata per dare l'ultimo saluto

a David: «Non ti dimenticheremo mai» 

Moltissime le persone che hanno partecipato al funerale del 33enne travolto da un tronco in Val Calamento

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
3 minuti 48 secondi

Non è voluto mancare nessuno, al funerale di David Micheletti, il 33enne che mercoledì ha perso la vita in Val Calamento dopo essere stato schiacciato da un tronco d'albero, svoltosi questo pomeriggio alle 15, presso la chiesa parrocchiale di Telve. Attorno alla moglie Lorena si sono stretti i genitori di David, Marliese e Luigino, i fratelli Christian e Manuel, i genitori di lei, Gisella e Renato e tantissimi amici e conoscenti. 

È una poesia della speranza e della fede quella scelta da Lorena, che porta una bimba in grembo, per il marito che non c'è più: «Semina semina: l'importante è seminare - poco, molto, tutto - il grano della speranza» sono i primi versi. David Micheletti, 33enne di Telve, è scomparso solo da poche ore quando la moglie Lorena Martinello trova la forza di scegliere il messaggio che accompagna la foto dell'uomo nell'annuncio del funerale. 

«Siamo tutti sconvolti - spiega Manuel, fratello minore di David - Penso a mio fratello e alla sua vita dedicata agli altri. Quando ricordo ciò che faceva e ciò che pensava, sembra tutto troppo bello. Ma David era davvero così». Manuel Micheletti parla con la forza di chi sa che non può e non deve lasciarsi travolgere dal dolore, perché David stesso non lo avrebbe voluto. «Mio fratello viveva per gli altri, si dedicava al volontariato. Era stato in viaggio in America Latina, aveva raccolto le offerte in paese per le persone bisognose del Messico, si spendeva per l'unione sportiva Telve, andava nelle scuole per parlare ai bambini di calcio. Grazie a lui i tesserati sono aumentati di anno in anno, fino a raggiungere il record, quest'anno - racconta - ed era strafelice per l'arrivo della sua bambina, aveva una gioia immensa».

David stava contando i giorni che lo separavano dall'incontro con la piccola. Manca un mese, circa, alla data prevista per il parto. Forse aveva dentro di sé un triste presagio. «Continuava a ripetere che avrebbe voluto vedere subito la bambina, di non farcela ad aspettare ancora, anche se manca poco - prosegue Manuel - David stava passando il periodo più bello della sua vita. Era tutto perfetto per l'intera nostra famiglia: fra due settimana diventerò io papà di un maschietto, mentre David poco dopo sarebbe diventato papà di una bambina. Eravamo tutti felici». Tra il dolore ed i ricordi che stringono il cuore, la famiglia Micheletti ha una forte certezza. «Non lasceremo sola Lorena. Attraverso lei, mio fratello ha scoperto una fede grandissima». 

È una storia di amore che si intreccia appunto con la fede, con la solidarietà e con l'impegno nel volontariato quella nata e cresciuta negli anni fra David e Lorena. «Si erano conosciuti alla festa di matrimonio di un amico. Lei sarebbe partita di lì a qualche giorno per il Messico, per un progetto di volontariato di sei mesi. David era rimasto folgorato da quell'incontro e, pur avendole parlato per un solo giorno, decise di raggiungerla - racconta Manuel - Le parole che si erano scambiati quel giorno l'avevano sconvolto, in positivo. Decise di partire per il Messico, attraverso l'associazione con cui Lorena era in contatto, ma senza avvisarla: le volle fare una sorpresa». Dopo aver trascorso alcuni mesi insieme, impegnati nel volontariato, Lorena e David decisero di proseguire la loro vita insieme: il fidanzamento, il matrimonio e quel viaggio di nozze durato quasi un anno, da aprile 2012 a marzo 2013, raccontato in un blog chiamato «Juntos - Insieme». «Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme» era il loro motto.

David, cuoco nel ristorante dei genitori sulla cima del Passo Manghen, aveva trovato in Lorena una compagna di vita e soprattutto una persona con cui condividere la fede, e anche la speranza e l'impegno per costruire un mondo migliore. «Il suo sogno era di far avvicinare quanti più bambini possibile allo sport, al calcio, ma a modo suo - aggiunge il fratello Manuel - insegnava un calcio senza cattiverie , un calcio in cui si scende in campo per giocare gli uni contro gli altri senza litigi. Insegnava a mettere da parte gli egoismi e gli interessi, come lui stesso faceva: la sua vita era dedicata agli altri».

Seminava il bene, David. Come evidenziano le parole scelte da Lorena per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio: «Semina il tuo sorriso perché splenda intorno a te. Semina le tue energie per affrontare le battaglie della vita. Semina il tuo coraggio per risollevare quello altrui. Semina il tuo entusiasmo, la tua fede il tuo amore. Semina le più piccole cose, i nonnulla. Semina e abbi fiducia: ogni chicco arricchirà un piccolo angolo della terra».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?