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Ex Ingros a Transacqua,

sanatoria all'orizzonte

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La sentenza definitiva per l’abuso edilizio del centro commerciale ex Ingros è stata recapitata in Comune da oltre due settimane. E coloro che la causa l’hanno vinta - in tutti i gradi di giudizio - cioè la famiglia Brocchetto, sono ancora in attesa che venga applicata pienamente. Senza ulteriori deroghe o sotterfugi.

L'imprenditore Diego Brocchetto dice: «A tutt’oggi si continua a parlare di chiusura... ma è possibile che ci sia anche un “nuova domanda“ di sospendere l’applicazione di quanto deciso dai Giudici per continuare come si è fatto fin ad oggi, nonostante la sequenza impressionante di sentenze. Ora mi chiedo: tutti i comuni cittadini hanno provato a chiedere l’apertura di una semplice finestra, una Velux oppure per fare una semplice legnaia sul giardino di casa, e sempre - ripeto sempre - da parte dell’amministrazione si è guardato quello che la legge prevedeva senza sconti o deroghe. Se il consiglio comunale avesse fatto altrettanto all’epoca, e mi riferisco proprio a quei consiglieri di minoranza che oggi chiedono una nomina di un commissario per incompatibilità, forse oggi non saremmo arrivati a questo punto».

In effetti, voci insistenti in valle indicano che si sarebbe trovata la via - legale - per salvare immobile e cooperativa costruito da Primiero Sviluppo srl e  completamente abusivo, dato che il Consiglio di Stato ha convalidato l’annullamento da parte del Tar di tutte le licenze e concessioni rilasciate dal Comune di Transacqua: un centro che dovrebbe essere chiuso e addirittura demolito.
Ma, attendendo che il sindaco Roberto Pradel emetta l’ordinanza di demolizione e rimessa in pristino, si sta diffondendo la certezza che all’inevitabile ingiunzione seguirà una domanda di concessione in sanatoria da parte di Primiero Sviluppo srl, che in maggio ha cambiato presidente: da Fabiano Dalla Sega, travolto dal crac Btd, a Renato Dalpalù, presidente del Sait e di Coopersviluppo spa, che detiene il 20% di Primiero Sviluppo. Mentre il Cda è passato da 5 a 3 membri: oltre a Dalpalù, sono entrati nel consiglio della srl primierotta l’ex presidente della Federazione Trentina della Cooperazione Diego Schelfi e la presidente della Famiglia cooperativa di Primiero Francesca Broch, che detiene il 40% delle quote. L’altro 40% risulta ancora in mano a Btd, che però è in liquidazione coatta.

La domanda di sanatoria dovrebbe essere presentata entro 90 giorni dall’emissione dell’ordinanza e sospenderebbe il procedimento, in attesa di una sua valutazione. Il Comune avrebbe poi 60 giorni per rispondere, salvo ritenere di aver bisogno di più tempo per approfondire. Ma potrebbe essere concessa, la sanatoria, al complesso sorto illegittimamente a Transacqua? La legge prevede di sì, se l’opera realizzata sia - pur priva di permessi - conforme alle previsioni urbanistiche, ossia alla destinazione prevista almeno dal Prg. A ostare a una sanatoria potrebbe essere la mancanza dei posti auto necessari, già sanzionata da Tar e Consiglio di Stato. Ma nella nuova legge sul territorio approvata dal consiglio provinciale in agosto è stata inserita una norma che consentirebbe di dotare comunque il polo cooperativo di altri parcheggi.Tutto facile, insomma? Non proprio, perché la sanatoria costa cara: la legge prevede infatti che chi la chiede debba versare il valore dell’immobile o parte di immobile oggetto dell’abuso. E qui si parla di milioni, non di noccioline.

Comunque, nelle more del procedimento, potrebbe restare aperta la Famiglia cooperativa di Primiero: almeno i lavoratori, se non la giustizia, sarebbero salvi. Introvabile il presidente Renato Dalpalù, una conferma indiretta che qualcosa ci sia, in ballo, arriva dal fatto che proprio in questi giorni alcuni contratti in scadenza di dipendenti della famiglia cooperativa sarebbero stati rinnovati, per diversi mesi.

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