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Affonda la Btd Servizi Primiero

a casa cinquanta lavoratori

Azienda in crisi di liquidità, ispezione della Cooperazione

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Sette cantieri fermi, una cinquantina tra impiegati, operai, soci lavoratori lasciati a casa da venerdì e telefoni muti, alla Btd Servizi Primiero, società cooperativa con sede a Imer.

Un fulmine inatteso, che ha colpito alla vigilia di Pasqua una delle poche imprese edili che negli ultimi anni aveva mostrato performance di tutto rispetto, triplicando quasi il proprio fatturato tra il 2009 (7,53 milioni di euro) e il 2013 (19,22 milioni), e chiudendo sempre in attivo (nel 2013 per 360.672 euro). Una società in apparente equilibrio, con 6,6 milioni di patrimonio a fine 2013 e debiti verso banche per 7,4 milioni . Ma, nonostante si sia ingrandita negli ultimi anni acquisendo anche partecipazioni importanti, la cooperativa attraversa un momento nerissimo, caratterizzato da difficoltà finanziarie che avrebbero dimensioni milionarie.

La mancanza di liquidità avrebbe provocato il mancato pagamento di fornitori e sub fornitori causando ritardi nella consegna di lavori e l’applicazione di penali, come nel caso di due palazzine Itea di Gardolo. Una situazione che si sarebbe aggravata nelle ultime settimane e che avrebbe portato la società cooperativa, guidata dal presidente Franco Bettega e dal direttore e vicepresidente Fabiano Dalla Sega, alla decisione di fermare tutto. E sarebbe già programmata a breve un’ispezione della Federazione della Cooperazione per capire cosa sia accaduto e risalire a eventuali responsabilità interne.

Pare che la crisi della Btd sia dovuta al mancato conseguimento di alcuni grossi appalti, per cui la cooperativa aveva affrontato sostanziosi oneri. Appalti venuti meno in seguito a sentenze o allo stop ad alcune opere pubbliche da parte del committente, ossia la Provincia.

Si parla innanzi tutto della funicolare S. Martino-Passo Rolle, gara da 45 milioni di euro che avrebbe dovuto aggiudicarsi la Rolle Consortile, società costituita da Ccc-Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna che si appoggiava però alla cooperativa di Primiero e da altre grosse società tra cui il Cla (Consorzio Lavoro Ambiente) cui Btd è affiliata. Poi l’appalto «monstre» del Not da 1,7 miliardi, il nuovo ospedale fermato dalla sentenza del Tar che ha costretto a rifare tutte le procedure: qui accanto al colosso cooperativo Cmb di Carpi c’erano infatti in associazione ben 24 imprese tra cui proprio la Btd.

Quindi lo stop a una rotatoria milionaria a Trento Nord e la revoca dell’aggiudicazione della circonvallazione di Cles, da 43,1 milioni, per un problema legato alla mancanza di un certificato che doveva essere presentato da una delle imprese facenti parte della cordata guidata dalla Oberosler cav. Pietro. E a tutto ciò si aggiungerebbe anche il «buco» dovuto alla costruzione del centro residenziale-commerciale ex Ingros di Transacqua (appartamenti tutti invenduti a causa dei ricorsi al Tar e del conseguente annullamento delle licenze), che vede Btd socia al 40% della realizzatrice Primiero Sviluppo srl, costituita insieme alla Famiglia cooperativa Primiero e a Coopersviluppo spa (Sait), ed esposta complessivamente per 14 milioni di euro.

Ma c’è da capire cosa non ha funzionato, al di là della crisi del settore e del calo di commesse pubbliche. Della Btd Servizi Primiero è presidente Franco Bettega. La revisione legale è affidata alla Federazione trentina della cooperazione (quella del 2013 è firmata da Enrico Cozzio e Mario Bazzoli). Presidente del collegio sindacale è Silvia Arlanch, commercialista dello studio Matuella & Monti di Rovereto. Lo stesso studio dove opera Renato Dalpalù, il candidato presidente della Federazione della cooperazione, che di Bdt presiede il Comitato di controllo sulla gestione.

Sindacato preoccupato.

Spiazzato, e ora molto preoccupato, è il sindacato. Dice Maurizio Zabbeni, segretario della Fillea Cgil: «Mi ha chiamato un delegato sindacale dicendomi che un responsabile di cantiere li aveva avvisati di starsene a casa. Ho subito chiamato il direttore e vicepresidente della Btd, Fabiano Dalla Sega, che mi ha risposto con un sms: “Chiama gli uffici per capire...”. Ma gli uffici sono muti». Il sindacato lo scorso dicembre, con Btd, aveva firmato un accordo per la cassa integrazione straordinaria. «Ci era stata comunicata una situazione di difficoltà legata ad alcuni cantieri, uno anche in Liguria, ad alcune commesse che non partivano» spiega Zabbeni «e la cassa straordinaria sarebbe dovuta servire a prendere tempo». L’accordo di dicembre prevede che 30 dei 59 addetti (di cui 19 impiegati) usufruiscano, a rotazione, della copertura assicurata dalla cassa integrazione straordinaria, dal 2 dicembre scorso al primo dicembre prossimo.

«Adesso, le cose si complicano» dice preoccupato il segretario della Fillea Cgil «martedì prossimo (domani, ndr), verificheremo con il Servizio lavoro della Provincia se è possibile estendere la copertura a tutti i lavoratori della Btd, o se una parte rimarrà scoperta. Ho anche chiesto un incontro urgente con la Federazione della cooperazione. Vogliamo capire. Lo stop improvviso dei cantieri è stata una sorpresa immensa, anche perché il direttore Dalla Sega ci aveva tranquillizzato alla grande, tanto che avrebbe voluto chiedere la straordinaria per un numero inferiore di addetti. Un errore, avergli dato credito, perché, adesso, il danno è notevole».

Una crescita importante.

La Btd ha conosciuto negli ultimi anni una crescita esponenziale, grazie anche ai rapporti stretti con giganti della cooperazione come Ccc-Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna e Cla, Consorzio Lavoro Ambiente di Trento, che le hanno permesso di entrare in numerosi grossi appalti. La cooperativa si è così rafforzata, acquisendo anche nuove partecipazioni.
Come il 100% della Marsilli spa, in pesantissima crisi, acquisita a fine 2012 tramite la newco Costruzioni Industriali srl, costituita appositamente e poi incorporata per fusione. Ma a Btd faceva capo a fine 2013 anche il 70% di Itaca srl, il 49% di Primiero società consortile (poi liquidata), il 40% di Primiero Sviluppo srl, il 17% di Coop Ambiente srl e il 40% di Cb Consortile. In totale, il valore delle partecipazioni a fine 2013 era di 3.078.213 euro. Una crescita, accompagnata da un utile di 360.672 euro, che nella relazione al bilancio 2013 veniva sottolineata, considerata «la difficile congiuntura di mercato complessiva». 

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