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La truffa dei conti bancari

«svuotati»: 10 casi in pochi mesi

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La prima querela in questo senso è arrivata a inizio estate. A queste latitudini, di truffe di questo genere non se ne erano mai viste. Purtroppo ci si è resi conto piuttosto in fretta che non era un caso, ma una nuova moda. Da giugno in qua è stata un'escalation: sono già una decina, le indagini chiuse con l'individuazione di un responsabile. Ma il pericolo resta, perché spesso è quasi impossibile recuperare il maltolto. E si tratta di cifre grosse: 1.400 - 1.500, in un caso persino 3 mila euro. Non robetta da niente. E tutto attraverso il medesimo giochino: si finge di caricare una poste pay, e invece si svuota la poste pay del malcapitato o, in alcuni casi, il suo conto corrente.
La nuova truffa ha una particolarità: vittime sono non coloro che acquistano, ma coloro che mettono in vendita beni su Internet. E il giochino è piuttosto ingegnoso.
Giusto per raccontare l'ultimo caso scoperto dalla procura, vittima è un roveretano che nel novembre scorso aveva messo in vendita una bicicletta da corsa, sul sito www.subito.it. Ma il sito web ovviamente nulla c'entra. Tutti i siti di annunci sono semplicemente i mezzi attraverso i quali i truffatori scelgono le proprie vittime. 
Comunque sia il roveretano aveva messo in vendita la propria bici, per la cifra di 1.400 euro. A quel punto è stato contattato da una persona che si è detta interessata all'acquisto. Ma aveva fretta di chiudere, non voleva perdersi l'affare. Quindi ha proposto di chiudere la transazione immediatamente. Ma ad andar male era l'orario: gli uffici postali erano chiusi. 
E qui sta l'inghippo. Il finto acquirente ha assicurato che non c'era problema, lui era perfettamente in grado di risolvere tutto, attraverso un'operazione finanziaria tra carte di credito - insomma, da una postepay ad un'altra postepay o un bancomat - usando solo uno sportello Atm. Un intervento facile, ha assicurato, tanto più che lui è direttore di un ufficio postale fuori regione e in quel momento era ancora in ufficio, quindi poteva verificare subito che l'operazione fosse andata a buon fine. E davanti alle incertezze del venditore, che non aveva mai fatto una simile operazione, il truffatore aveva la risposta pronta e rassicurante: «Non preoccuparti, se non lo hai mai fatto, ti spiego io come fare. Stai al telefono con me, ti detto passo passo la procedura». 
Il malcapitato ci ha creduto. È andato allo sportello Atm con il numero di poste pay dell'altro, da cui avrebbero dovuto arrivargli i soldi. Ha seguito le istruzioni al telefono. Ma senza accorgersene ha effettuato la ricarica della poste pay altrui. Si badi, non una, ma tre volte: perché il fantomatico direttore di banca verificava l'operazione, e assicurava che non era andata a buon fine. E quindi giù un altro trasferimento. In tutto il malcapitato roveretano ha perso 2.800 euro.
Come detto, non è l'unico: negli ultimi mesi c'è stata un'escalation di questi episodi. Una decina approderanno davanti al giudice, la procura ha scoperto i colpevoli. Ma è una magra consolazione: quasi tutti hanno perso i loro soldi. E si parla di cifre importanti. Quindi conviene sempre ricordare che ad uno sportello Atm non si può ricaricare la propria poste pay da altri, al massimo si ricarica la carta altrui. Chi prova a raccontare una storia diversa, sta provando a truf

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