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L'istrice è arrivato in Lessinia

Avvistato nei boschi sopra Ala

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Quando la sua fototrappola l’ha immortalato, Tommaso Borghetti non credeva ai propri occhi. I primi giorni di ottobre, davanti all’obiettivo ben nascosto tra la vegetazione, ha fatto capolino un istrice (Hystrix cristata), una specie mai avvistata prima nei boschi sopra ad Ala. «È stata una bella sorpresa. Ero abituato a catturare il passaggio di tutt’altri animali», racconta Borghetti, che lavora come guardia forestale e si occupa anche del monitoraggio dei grandi carnivori. Tra i suoi compiti c’è quello di controllare le diverse fototrappole installate dal Servizio foreste e fauna della provincia e dal Muse, in particolare in Lessinia. Ma a rubare lo scatto all’ignaro istrice, spiega il forestale, senza però svelare le esatte coordinate per preservare la fauna del luogo dai curiosi, «è stata una delle mie fototrappole personali che si trova più a valle, a 500 metri di quota. Dalla parte della Lessinia veneta è da un paio d’anni che li avvistano, ma da noi questa specie è una vera rarità».

In territorio alense si tratta infatti del primo avvistamento del grande roditore con gli aculei, mentre nel resto del Trentino le osservazioni si contano sulle dita di una mano. Come precisa il biologo Emiliano Mori, uno dei massimi esperti di istrice a livello nazionale, «è sicuramente un dato molto interessante, che conferma ulteriormente l’espansione dell’areale di quest’animale». Il primo avvisamento trentino, o meglio la prima prova della sua presenza, risale al 2011 quando, a Saccone di Brentonico, vennero rinvenuti alcuni aculei. Per riavere sue notizie bisogna aspettare il 2016 quando le fototrappole immortalano l’animale a Pradellano, piccola frazione di Pieve Tesino. Nel 2017 si registra l’avvistamento di altri due esemplari a Grigno e a Samone ed, infine, a malga Val di Sella, sempre in Valsugana. Ora l’osservazione di Ala: un’altra inconfutabile prova che, oltre ad aggiornare lo storico, conferma il Trentino come nuova area di conquista di quest’animale. «Probabilmente si tratta di giovani individui in dispersione. Ma si può predire - afferma Mori - che questa specie, già presente da alcuni anni nel veronese e nel vicentino, possa espandersi anche qui, come in tutto l’arco prealpino».

L’appuntito roditore, originario del nord Africa e del sud del Sahara, ha l’unica popolazione europea in Italia, dove è recentemente giunto - secondo studi genetici - dalla Tunisia. Fino al 1970, nel nostro Paese, l’istrice era presente solo nelle regioni centro-meridionali, soprattutto nel versante occidentale dell’Appennino, ma in seguito al regime di protezione (è specie protetta dal 1978) e al cambiamento climatico, ha espanso il suo areale, raggiungendo le regioni settentrionali. «Oggi è presente in tutto il nord Italia, tranne in Friuli e Val d’Aosta - conclude l’esperto -. L’alzamento delle temperature sta favorendo la sua diffusione: questi animali si spostano in base alla ricchezza delle risorse presenti e alla disponibilità dei siti di tana e il loro habitat ideale sono i boschi, in particolare quelli con notevoli pendenze. Ci ha messo 40 anni ma l’istrice è arrivato anche in Trentino».

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